Frattini a SkyTG24: “Gheddafi è a un punto di non ritorno”

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Per il ministro degli Esteri è “inevitabile che il rais se ne vada”. E sottolinea: “L’Italia non ha alcun vincolo che le impedirebbe di intraprendere azioni nei confronti della Libia derivante dal Trattato di amicizia tra Roma e Tripoli”. IL VIDEO

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La situazione in Libia è a un "punto di non ritorno", è "inevitabile" che Gheddafi se ne vada. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ai microfoni di SkyTG24. "Non avevamo mai visto situazioni in cui il capo di un regime dà ordine di uccidere i suoi stessi fratelli e le sue stesse sorelle, assoldando addirittura dei mercenari. Siamo arrivati a un punto di non ritorno".
Quanto ai rapporti che legano il nostro Paese alla Libia ha sottolineato: “L'Italia non ha alcun vincolo che le impedirebbe di intraprendere azioni nei confronti della Libia derivante dal Trattato di amicizia tra Roma e Tripoli (firmato da Berlusconi e Gheddafi il 30 agosto del 2008 a Bengasi, ndr). Quando viene meno l'interlocutore -viene meno l'applicabilità dei trattati. Già ora noi non abbiamo più interlocutori e la sospensione di fatto del Trattato è già realtà".

Il voto delle sanzioni Onu nei confronti della leadership libica per il ministro Frattini "è decisamente una svolta molto importante, anche perché è stata votata all'unanimità e quindi permette di dire che tutta la comunità internazionale è convintamente dell'idea che il regime non possa più in alcun modo continuare questi comportamenti che hanno portato alla morte migliaia e migliaia di persone innocenti. Quando il capo di un regime spara sul suo popolo la comunità internazionale deve reagire ed ha reagito".

Per il titolare della Farnesina, inoltre, l'istituzione di una no fly zone sulla Libia "è un'opzione molto importante", uno "strumento fondamentale" per "evitare rappresaglie con bombardamenti aerei o con bombardamenti di elicotteri. E' un'opzione che porta a un'escalation vera e propria di un intervento anche armato di forza in Libia, ecco perché occorre ancora uno spazio di riflessione".

Infine, sul rientro degli italiani Frattini ha detto che in Libia ne restano "davvero pochi "e la Farnesina sta effettuando con il ministero della Difesa "nuovi tentativi per riportarli a casa". Nel nostro Paese, ha spiegato, "siamo già a 1.400 rientrati in Italia, su 1.470-1.480" italiani che erano presenti . "Alcuni, poi, va detto, non hanno chiesto di rientrare e noi non possiamo prelevare forzatamente quelli che non vogliono farlo", ha concluso il ministro.

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