Via libera al Milleproroghe, ma in Aula è bagarre

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Durante le dichiarazioni di voto finali prende la parola Antonio Di Pietro, ma il governo esce dalla Camera. Con 300 sì e 277 no Montecitorio alla fine approva il testo, che passa al Senato

Scontro Cicchitto-Fini in Aula: guarda le foto

Dopo aver votato la fiducia al maxiemendamento del governo, la Camera dei deputati ha approvato il decreto legge Milleproroghe con 300 voti favorevoli su 577 votanti.
Ora il decreto tornerà in Senato per essere convertito in legge probabilmente nella giornata di domani, prima della decadenza prevista domenica 27 febbraio.
Le dichiarazioni di voto finali hanno avuto due incidenti.

A Montecitorio, infatti, è scoppiata la bagarre. Arrivato il momento dell'intervento del leader dell'Idv Antonio Di Pietro, il governo compatto è uscito dall'Aula in segno di protesta.
Immediata la reazione del presidente della Camera Gianfranco Fini. "La presidenza si astiene dal commentare" ha dichiarato la terza carica dello Stato, ma l'episodio non è di quelli che possano scivolare via così. Non in una giornata come questa. Così, mentre il leader Idv si apprestava a tenere comunque il suo intervento, Fini lo ha bloccato e ha tirato fuori il cartellino rosso per il governo: "No, onorevole Di Pietro, non può proseguire" ha aggiunto con durezza Fini, che ha sospeso la seduta chiedendo il rientro in Aula dei deputati della maggioranza. 

Prima del voto, dura polemica anche fra Fini e il presidente del gruppo Pdl Fabrizio Cicchitto. A Cicchitto che lo aveva criticato per essere contemporaneamente leader di partito e presidente della Camera, Fini ha ribattuto: "Confermo che la situazione è istituzionalmente insostenibile".

Ascolta gli interventi in Aula


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