Frattini: "L'Italia non sosterrà mai più Gheddafi"

Franco Frattini con il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle
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Il ministro degli Esteri da Berlino smentisce un'intervista rilasciata al Financial Times Deutschland in cui si sarebbe mostrato disponibile verso un nuovo governo guidato dal Colonnello

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"Noi non possiamo sapere che cosa accadrà, però è chiaro che chi ha compiuto questi atti così orribili non può essere evidentemente in nessun modo sostenuto dalla comunità internazionale e quindi neanche dall'Italia, ovviamente": lo ha detto a Berlino il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a chi gli chiedeva se l'Italia è disposta ad appoggiare un altro eventuale governo libico guidato dal colonnello Gheddafi o dai suoi sostenitori.  Frattini, che si trova nella capitale tedesca per incontrare il suo omologo Guido Westerwelle, ha inoltre spiegato che "l'Italia condivide l'opzione della adozione di sanzioni personali e patrimoniali mirate che dovessero essere proposte a livello europeo".

Già in precedenza la Farnesina ha seccamente smentito i contenuti di un'intervista a Frattini pubblicata dalla versione tedesca del Financial Times, nella quale il nostro ministro degli Esteri si sarebbe mostrato contrario alle sanzioni contro la Libia e che l'Italia non escluderebbe la possibilità che dopo queto momento di crisi a guida della Libia possa esserci un nuovo governo guidato da Gheddafi o da unao dei suoi figli. "Desta profonda delusione - ha detto il portavoce in una nota -  che il corrispondente abbia potuto travisare in modo così palese quanto sostenuto dal Ministro Frattini nel corso dell'intervista". Il portavoce del ministero, Maurizio Massari, ha ribadito inoltre con forza la posizione italiana, espressa con la massima chiarezza dal ministro durante l'intervista al giornalista Tauber, che "sin dall'inizio l'azione dell'Italia è stata condotta in pieno accordo con i principali partner europei, tra cui Francia e Germania". Il ministro Frattini nel corso dell'intervista ha altresì detto con la massima chiarezza che ritiene che "il futuro della Libia debba essere scelto dalla popolazione libica.

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