Il deputato Pdl alla guerra contro la prostituzione minorile

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La proposta di legge di Salvo Torrisi esclude che chi fa sesso a pagamento con un minore possa appellarsi "all'ignoranza dell’età della persona offesa". E Berlusconi? "Nessun imbarazzo" dice a Sky.it. "E poi non sarebbe una norma retroattiva"


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di Cristina Bassi

"La mia proposta che rende ancora più severa la legge contro la prostituzione minorile? Il fatto che il premier sia accusato di questo reato non mi crea alcun imbarazzo. E poi quando verrà approvata, varrà per il futuro. Non sarà certo retroattiva”. L’avvocato Salvo Torrisi, nato a Catania 53 anni fa, è un deputato del Pdl e vanta un record di produttività tra gli onorevoli siciliani: il 98,76 per cento di presenze alla Camera. La sua attività parlamentare è ricca di proposte, dall' "Istituzione del Garante nazionale per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale” alla “Modifica all’articolo 21 della Costituzione in materia di divieto di pubblicazioni lesive della dignità della persona e del diritto alla riservatezza”. Ma c’è una battaglia che sta particolarmente a cuore all’onorevole Torrisi: quella contro la prostituzione minorile.

È stato il governo Berlusconi inasprire la normativa su questo reato, con una legge del 2006 sulla base della quale proprio il presidente del Consiglio è oggi sotto accusa. In tempi non sospetti, nell’aprile 2010, Salvo Torrisi ha proposto (cofirmataria Gabriella Carlucci) una stretta ulteriore. Ovvero: “chi commette uno dei delitti di cui al presente articolo (il 600 bis, ndr) non può invocare, a propria scusa, l’ignoranza dell’età della persona offesa”. L’ignoranza dell’età di Ruby da parte di Silvio Berlusconi è però la tesi portata avanti dalla difesa del premier. Torrisi risponde al telefono cordiale e disponibile, contento di poter parlare della propria attività in Parlamento. Quando scopre qual è l’argomento dell’intervista, ha un attimo di difficoltà e prende tempo. Ma poi non si tira indietro.

Onorevole Torrisi, che fine ha fatto la sua proposta?
È all’esame della Commissione giustizia, ferma lì per ora. Non so che tempi ci saranno, dipende da quanti altri testi ha da analizzare la commissione.

Visto quanto accaduto in questi ultimi mesi, è ancora convinto delle ragioni della sua iniziativa?
Certo che sì, le considero ancora valide. La prostituzione minorile è un reato che chiunque abbia a cuore l’effettiva protezione dei minori vuole contrastare efficacemente.

Non le crea imbarazzo il fatto che proprio il premier, e suo leader di partito, sia accusato di questo reato?
No. Comprendo il suo interesse, è una questione delicata in questo momento. Ma il problema dei minori sfruttati è serio e molto più generale. E poi nella vicenda cui fa riferimento mi pare che entrambe le persone coinvolte, Berlusconi e Ruby, abbiano negato che ci sia stato un reato.

Ha avuto problemi all’interno del Pdl?
Nessuno. Vorrei ricordare che l’attuale governo ha fatto molto contro la prostituzione e che ha promosso misure severe. La mia iniziativa è coerente con questa linea dura. Inoltre quando la mia proposta diventerà legge, varrà per il futuro, non sarà retroattiva. Quest’ultimo è un principio generale del diritto, disatteso solo nelle dittature.

In effetti, l’articolo 600 bis del codice penale prevede, al secondo comma, il carcere non solo per il colpevole di induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile, ma anche per il semplice cliente di una prostituta minore. “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164”, dice la norma.
Pagare un minore di 18 anni per fare sesso è dunque un reato (si tratta tra l’altro dell’unico caso del nostro ordinamento in cui il cliente di una prostituta è punibile) ed è stato proprio l’esecutivo di Berlusconi, con la legge numero 38 del 2006, a portare l'età da 16 a 18 anni. Nella norma precedente, la numero 269 del 1998, il cliente era infatti perseguibile solo se la prostituta aveva meno di 16 anni. Un giro di vite che, ironia della sorte, ha reso possibile l’accusa contro Berlusconi.

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