Berlusconi: "Metteremo fine all'abuso delle intercettazioni"

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In un messaggio ai Promotori della libertà il premier ribadisce di voler introdurre leggi contro le violazioni della privacy: "Chi passa le conversazioni alla stampa va in galera". Poi attacca la magistratura definendola un contropotere politico

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L'offensiva mediatica di Silvio Berlusconi non si arresta. Il premier affida ad un messaggio web ai Promotori della Libertà il suo nuovo attacco alla magistratura, nel quale annuncia una stretta sulle intercettazioni: "nuove norme" per le quali "chi le passa alla stampa va in galera e ci resta per molti anni". Parole dure che il premier è pronto a ripetere anche in tv.
Il Cavaliere, infatti, - spiegano fonti del Pdl - ha deciso di passare al contrattacco anche in tv per "una prova di coraggio": far capire che è "pronto a dar battaglia sul caso Ruby", raccontando la propria verità direttamente agli italiani, come fece quando andò a Porta a Porta per difendersi dalle accuse della moglie Veronica.
Il Cavaliere, insomma, sceglie la strada della difesa a oltranza sull'inchiesta di Milano e quella dello scontro duro con i pm di Milano: autori di "danni per le ennesime, insensate e imperdonabili iniziative giudiziarie" che comunque non hanno fermato "il governo e la maggioranza che invece stanno lavorando alacremente".
Secondo chi gli è vicino, Berlusconi non è rimasto indifferente all'esortazione di Giuliano Ferrara a rivolgersi direttamente alla gente e 'scendere nuovamente in campo' come nel 1994.

Per Berlusconi "la giustizia è divenuta sempre più un contropotere politico che esonda dai principi costituzionali" e "sempre meno un servizio pubblico efficiente e giusto". Ritorna perciò sulla necessità di riforma della giustizia: "Introdurremo procedure più snelle per invocare la responsabilità civile dei magistrati", sottolinea.
Ma il Cavaliere rivendica anche i meriti del suo governo nell'aver "affrontato bene la crisi economica e internazionale": cita la "tenuta dei conti pubblici e del bilancio dello Stato", la "pace sociale", l'avvio della "riforma della pubblica amministrazione", il via libera alla "riforma della scuola e dell'università", i "molti provvedimenti per le imprese". Berlusconi spiega che "tutto questo ci consente di mettere i primi mattoni della ripresa e del rilancio dell'economia".
"Il nostro governo, lungi dall'essere paralizzato o bloccato, come va dicendo l'opposizione con argomentazioni assolutamente infondate - conclude - non si è mai fermato neppure un momento"; e questo malgrado "Fini e i suoi abbiano di proposito ritardato le riforme, in particolare, quella della giustizia e quella sulle intercettazioni".

L'intervento integrale del presidente del Consiglio

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