Berlusconi: "Cambieremo la Consulta, boccia leggi giuste"

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"Siamo più coesi che mai" annuncia il presidente del Consiglio, che rilancia l'azione di governo, spinge sulla riforma della giustizia e attacca : "I giudici vogliono eliminarmi". Poi apre ai festeggiamenti del 17 marzo

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Si parte dalla Consulta, che con l'attuale assetto dà sempre ragione ai magistrati di sinistra, e poi riformiamo la giustizia e discipliniamo le intercettazioni. La maggioranza è solida e coesa, assicura Silvio Berlusconi intervenendo al telefono ad un convegno di sostenitori a Cosenza, e non deve aver paura di quella "armata Brancaleone" che è la sinistra. Al contrario, l'addio di Fini la rafforza e rafforza il suo leader, che si trova sotto
l'ennesimo attacco giudiziario.

Il pacchetto di riforme della giustizia, fa sapere il premier, verrà varato da un Consiglio dei ministri convocato ad hoc già nei prossimi giorni. Si comincerà a mettere mano alla Corte Costituzionale. Un passo "assolutamente indispensabile" che, annuncia, verrà sicuramente confermato anche in caso di referendum popolare. Lo stesso avverrà per gli altri provvedimenti, che vanno "dalla divisione degli ordini, ai due Csm, al metodo di elezione dei membri del Csm, alla composizione della Corte costituzionale". Con il nuovo assetto alla Consulta "saranno necessari i due terzi dei componenti per abrogare le leggi in modo da evitare che si ripetano le situazioni oggi, quando il Parlamento discute una legge, la approva e se non piace ai magistrati di sinistra, la impugnano davanti alla Consulta che è costituita in prevalenza da giudici che provengono dalla sinistra e dunque le abroga anche se sono leggi giuste e giustissime".

Io, sillaba il presidente del Consiglio, "sono l'uomo più perseguitato dalla giustizia nella storia, senza mai arrivare a una condanna, ma loro imperterriti continuano perché se non mi eliminano attraverso l'arma giudiziaria, non potranno mai batterci attraverso le elezioni". "Dobbiamo resistere e andare avanti - ha aggiunto Berlusconi - nella gestione del Paese. Abbiamo la forza di una maggioranza coesa e ampia sia alla Camera che al Senato e del consenso della stragrande maggioranza dei cittadini. E' questa la spinta che ci consente di andare avanti col massimo impegno".

Berlusconi, dopo la spaccatura con il Carroccio, che si dice contrario ai festeggiamenti del 17 marzo in occasione del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, rassicura il suo elettorato: "Siamo più coesi che mai"; "preleviamo nei sondaggi"; "la Lega è leale". Poi, però, precisa: "Credo di sì, credo che valga la pena di festeggiare". Ciononostante, aggiunge, "dal punto di vista dei numeri la nostra maggioranza è solida in Senato e alla Camera", ma è anche una maggioranza "coesa" dopo la "dipartita di Fini".

Il cavaliere, inoltre, ha parlato anche degli scontri che stanno interessando la Libia. "Siamo preoccupati per tutto quello che sta succedendo in tutta l'area", ha dichiarato. E ai cronisti che gli chiedevano se avesse parlato al telefono col rais libico Gheddafi ha risposto: No, non lo ho sentito. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno".

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