Milano: Moratti-Pisapia, sfida a colpi di parole

Giuliano Pisapia e Letizia Moratti, faccia a faccia con le tag cloud
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In primavera le urne diranno chi sarà il sindaco, ma intanto entrambi pubblicano un libro in cui si raccontano. Analizzando le tag cloud, abbiamo scoperto che mentre uno parla di “cittadini” l’altro usa di più il termine “persone”. Ma non solo. LA GALLERY

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di Daniele Troilo

Dimmi che libro leggi, ti dirò per chi voterai. D’accordo, non funziona proprio così, ma a Milano la campagna elettorale in vista delle prossime comunali è iniziata a colpi di carta stampata. Sia l’attuale sindaco, Letizia Moratti, che lo sfidante di centrosinistra, Giuliano Pisapia, si sono presentati ai loro concittadini con un libro: “Io, Letizia” (Mind Edizioni) e “Cambiare Milano si può” (Dalai Editore).

Noi abbiamo provato a scoprire quali sono i concetti e le parole ai quali i due sfidanti sembrano tenere di più (GUARDA LA FOTOGALLERY) utilizzando il sistema delle tag cloud, un meccanismo che permette di verificare quante volte viene utilizzato un determinato vocabolo. Il risultato? La parola “cittadini” viene usata molto di più dall’attuale sindaco, al contrario di Pisapia che invece sembra preferire il termine “persone”. Al “lavoro” invece sembrerebbe tenere di più la Moratti, mentre “casa” compare più volte nel libro del candidato del centrosinistra. Ancora: l’attuale sindaco usa molto la parola “fatto” (in linea con la strategia di qualunque sindaco uscente che tiene a rimarcare le cose “fatte” dalla sua amministrazione), lo sfidante invece utilizza “fare” (chiaro riferimento ai progetti per il futuro). Ma, ovviamente, la parola usata di più dalla Moratti e da Pisapia non poteva che essere la stessa, cioè “Milano”. 

Analisi delle tag cloud a parte, è molto curioso scoprire anche il modo in cui entrambi hanno provato a raccontarsi ai propri concittadini, sbarazzandosi per un attimo del formalismo dettato dal ruolo pubblico. La Moratti, giudicata a volte troppo algida dai suoi stessi elettori, nella sua prima biografia realizzata sottoforma di intervista, trova ad esempio il modo di parlare di aspetti della sua vita privata. E non risparmia nemmeno i suoi capelli, oggetto talvolta di malevoli commenti: “Uno deve sentirsi bene con se stesso prima di piacere agli altri", confessa il sindaco di Milano. "Le critiche? Non è un problema mio. Con i miei capelli ho un rapporto normale". Ma se qualcuno spera di trovare qualche particolare più piccante rischia di restare deluso. “Le mie trasgressioni? Mangiare cioccolato e comprarmi un paio di scarpe e una borsa in più del necessario. […] Non mi sono mai fatta una canna, il mio modo di interpretare il Sessantotto era diverso rispetto a quello dei miei compagni. Il sesso di gruppo e le canne secondo me non portavano a niente di costruttivo”.

Anche Pisapia nel suo libro parla del suo privato. Il volume è una specie di diario che parte da giugno, i giorni in cui decide di candidarsi alle primarie del centrosinistra, e si conclude con la vittoria contro Boeri, Onida e Sacerdoti. Ma scorrendo tra le pagine spuntano anche alcune riflessioni personali. "Il mattino, per me, è il momento del relax: adoro far il bagno e prendermela comoda perché so che poi comincia sempre una girandola infernale di impegni e fino a sera non ho più un minuto da regalare a me stesso. Non sembri irrispettoso, ma mentre sono a mollo ragiono”.
Il rapporto con i social network invece sembra non essere dei migliori per entrambi. Scrive Pisapia: “Facebook? Confesso che dei social network so quel poco che basta per non essere fuori dal mondo. E ammetto che preferisco i contatti reali a quelli virtuali”. In ogni caso lui, forse per merito del suo staff, ha un sito e una pagina su Facebook seguita da quasi 15 mila persone. Al contrario della Moratti, che di ufficiale sul web ha solo il sito della sua associazione. E infatti nel libro ammette: “Gli amici veri non li trovi sulla rete. […] Oltretutto, anche se mi prendesse la passione di stare su Facebook, mi mancherebbe proprio il tempo”. In antitesi alla politica 2.0 intrapresa da molti suoi colleghi (basti pensare a Matteo Renzi, Michele Emiliano o Roberto Formigoni)...

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