Pd, pasticcio a Napoli. Cozzolino: "Pronto a farmi da parte"

Andrea Cozzolino, europarlamentare del Pd
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Dopo settimane di polemiche e veleni, il vincitore delle primarie per la corsa a sindaco della città fa dietrofront: “Ma il mio non è un passio indietro, ma un passo avanti che facciamo tutti”. Il segretario Bersani: “Atto di responsabilità”

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Preoccupato perché "a tre settimane di distanza dal voto ancora non è stato proclamato il vincitore delle primarie per il candidato a sindaco di Napoli" e, ancora di più, perché le primarie sono state "usate per gettare fango su un'intera città da cui invece era arrivato un segnale forte di speranza, una voglia di reagire positivamente di fronte a tanti problemi". Andrea Cozzolino (Pd), vincitore tra le polemiche delle primarie del centrosinistra di Napoli (anche l'accusa di aver portato alle urne molti cinesi), scrive una lettera aperta e si dice pronto "a mettere a disposizione il mio risultato". "Non è un passo indietro ma un passo in avanti che facciamo tutti", avverte.

Cozzolino lamenta che "a urne chiuse, a scrutinio ultimato e a risultati acquisiti, le primarie sono state prese in ostaggio, il vincitore non è stato proclamato" e che "contemporaneamente è partita una campagna di contestazioni alimentata dalla confusione sui numeri e le regole, e addirittura con toni apertamente razzisti". "L'unica via d'uscita da questo stallo - osserva - sarebbe stata ristabilire il regolamentare percorso democratico, proclamando immediatamente il vincitore sulla base dei verbali degli scrutini per poi procedere, nella massima trasparenza e imparzialità, alla verifica di eventuali ricorsi. Invece, in queste logoranti settimane si è aperta una lacerazione nel Pd e nelle forze di centrosinistra difficile da ricomporre, di cui mi è chiara la portata e di cui intendo farmi carico. La sfida di Napoli ha sempre di più un valore nazionale nel quadro della crisi politica ed istituzionale che segna il momento attuale dell'Italia. Per questo mi rivolgo a tutto il centrosinistra".

Dunque ecco la lettera aperta a Bersani, Vendola e a tutti quanti lo hanno sostenuto, "affinché si facciano garanti di un percorso che in tempi certi ci metta nelle condizioni di ritrovare la giusta coesione. E' l'unico modo che abbiamo, non per farci inutili scuse tra di noi, ma per chiedere scusa a Napoli e in primo luogo ai cittadini che il 23 gennaio hanno risposto al nostro appello partecipando alle primarie".  "Insieme alla coalizione - dice ancora - voglio fare la mia parte e dare un attivo e concreto contributo per trovare una candidatura e un programma unitario e condiviso. Ma sapendo che questo candidato sarà credibile, autorevole e legittimo solo se saprà farsi interprete e rispettare tutte le storie e le forze che si sono riconosciute nella mobilitazione di queste settimane. Tutte a pari titolo e con pari dignità".

La rezione di Bersani - "Si tratta di una dichiarazione di responsabilità politica che apprezzo e che antepone l'interesse della sua città alle pur legittime aspirazioni personali fondate sul consenso che ha avuto conferma anche nelle recenti primarie; dai verbali dei seggi, Andrea Cozzolino è risultato, infatti il più votato della consultazione". E' Pier Luigi Bersani a ricordare così che "le primarie del 23 gennaio hanno consegnato alla città una partecipazione vera e appassionata" ma anche "un lascito di polemiche, anche aspre circa il giudizio complessivo sull'esperienza del governo locale e di legittimi ricorsi legati allo svolgimento del voto". Così, il segretario Pd rileva che "al punto in cui siamo, è evidente che non si può delegare ad un organismo di garanzia lo scioglimento di un nodo politico. Ecco perché oggi non posso che apprezzare la disponibilità di Cozzolino".

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