Silenzio per i bimbi rom, ma il consigliere non si alza

Il consigliere della Lega Nord in Lombardia Cesare Bossetti
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Lombardia: Cesare Bossetti (Lega Nord) è rimasto seduto quando l'assemblea regionale ha ricordato la tragedia di Roma. Polemica su Facebook dove la notizia è subito rimbalzata. Lui a Sky.it dice: "Non me ne ero accorto. È una tragedia, colpa dei genitori"

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“Non l’ho fatto apposta, non mi ero accorto del minuto di silenzio”. Cesare Bossetti, consigliere regionale della Lega Nord in Lombardia, si giustifica così. E’ stato l’unico a rimanere seduto mentre gli altri colleghi del Pirellone, riuniti in giunta, si erano alzati per ricordare in silenzio i quattro fratellini morti nella notte tra domenica e lunedì in un campo nomadi di Roma. A far rimbalzare la notizia all’esterno è stato Pippo Civati, consigliere del Pd, che l'ha postata immediatamente su Facebook e sul suo blog

“Se avessi voluto protestare sul serio allora sarei uscito dall’aula – spiega Bossetti, amministratore unico di Radio Padania Libera a Sky.it – Io invece sono rimasto seduto, stavo leggendo un articolo di giornale e non mi sono accorto della richiesta di osservare un minuto di silenzio. Dico, sono morti quattro bambini. Non si protesta su queste cose, è una tragedia incredibile”.
Poi aggiunge: "In quello che è successo a Roma vedo sicuramente una colpa gravissima dei genitori. Quei bambini dovevano essere custoditi, invece… Siamo nel 2011 e la gente vive ancora nelle baracche, mi chiedo come sia possibile. Il problema dei rom è un problema enorme che non riguarda solo l’Italia ma l’Europa intera. La Romania deve farsi carico dei loro problemi, noi non possiamo pensarci da soli. Siamo, insieme alla Spagna, uno dei paesi che subiscono maggiormente il fenomeno dell’immigrazione, negli stati più a nord ciò non succede. Che immigrazione possono avere loro, quella dei pinguini? Nel nostro paese invece vanno trovate delle alternative”.
E quali sono queste alternative? “Devono tornare a casa loro perché in tutti i paesi in cui vanno a vivere poi non si trovano bene”. A dar loro una sistemazione più dignitosa non ci pensa proprio il consigliere leghista: “Macché, se uno è nomade è nomade, vuol dire che non vuole stare fermo”.

Intanto, dopo la sua "gaffe" al Pirellone, su Internet sono cominciati a piovere commenti e in poco tempo le polemiche hanno preso il sopravvento. “Facessero e dicessero quello che vogliono, io non ho fatto nulla di male. Come ho già detto se avessi voluto protestare sarei uscito dall’aula, come hanno fatto alcuni miei colleghi. Sì, perché durante il minuto di silenzio c’erano persone fuori dall’aula, e non erano solo della Lega”.

Ma Pippo Civati, il consigliere che ha denunciato sul web il comportamento di Bossetti, smentisce questa ricostruzione: “Noi non ci siamo accorti di nessuno fuori dall’aula. Certo, mi sembra strano che se ne sia accorto proprio Bossetti che dichiara però di non essersi reco conto che in quel momento si stava osservando il minuto di silenzio. Il suo atteggiamento mi è sembrato inequivocabile e, insieme ad altri miei colleghi, lo abbiamo fatto notare al presidente del Consiglio (Davide Boni, Lega Nord, ndr). Che è sembrato dispiaciuto, ma non ha condannato il gesto di Bossetti. In fondo sono dello stesso partito…”.

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