Governo, rimpasto in vista: Bonaiuti verso i Beni Culturali

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Secondo il Corriere della Sera Sandro Bondi sarebbe pronto a dimettersi mentre sono in arrivo nuovi sottosegretari: uno di loro sarà Nello Musumeci del partito di Storace

Cambi in vista per il Governo Berlusconi. La notizia di un possibile rimpasto, anticipata da alcuni quotidiani, viene confermata da Francesco Storace che nella mattina di sabato 5 annuncia l'ingresso nell'esecutivo di un suo uomo, Nello Musumeci, che assumerà l'incarico di sottosegretario.

Ma il cambiamento più importante sarebbe quello che riguarda la poltrona dei Beni Culturali. Secondo il Corriere Sandro Bondi sarebbe pronto a lasciare il suo incarico di ministro a Paolo Bonaiuti. Non sarebbe l'unico intervento all'interno della compagine governativa. Il premier ipotizza un rimpasto e la creazione di almeno 12 nuovi sottosegretari, grazie a un decreto legge che permetta di superare i vincoli della norma Bassanini - riesumata nel 2007 - che impone al Governo un massimo di 60 componenti.
"Presto arriverà una prima infornata per premiare i Responsabili che passando con lui hanno salvato il governo", scrive Repubblica.

Uno dei nuovi ingressi arriverà dal partito di Francesco Storace. La Destra entrerà infatti a far parte del governo con Nello Musumeci a cui verrà affidata una poltrona di sottosegretario. Ad annunciarlo, a margine del comitato centrale della formazione politica a Milano, è stato lo stesso Storace. "Entreremo al governo con un sottosegretario - sono state le sue parole - la mia indicazione è stata quella dell'onorevole Musumeci, nostro prestigiosissimo esponente siciliano".

Intanto nei giornali di oggi (guarda nel video in alto la rassegna stampa) tengono banco le reazioni alla bocciatura del Capo dello Stato del decreto sul federalismo. "Comprendo l'irritazione di Napolitano. Purtroppo in certi momenti prevalgono le ugenze politiche. Qualcuno si sarà dimenticato qual è il bon ton istituzionale". commenta Roberto Calderoli  in un'intervista a La Stampa.

Mentre Silvio Berlusconi minimizza ("si tratta solo di un fatto procedurale") in un retroscena pubblicato dal Corriere della Sera si parla "di sconcerto del Quirinale". "Meglio che non me lo mandino nemmeno, quel provvedimento. Meglio che si fermino subito, perché lo hanno fatto nascere in un modo così sbagliato e fuori dalle regole da essere 'irricevibile', quassù", scrive Marzio Breda sul quotidiano di via Solferino riportando il tenore dei giudizi che sarebbero arrivati venerdì 4 dal Quirinale.

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