Ruby, Berlusconi e i festini: tutti in piazza “indignati"

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Le donne, il Popolo Viola, Libertà e Giustizia, Articolo 21, il Pd ma anche Santoro: dal 5 al 13 febbraio sono tanti i movimenti che manifesteranno per “difendere la dignità del Paese” e chiedere le dimissioni del premier. IL CALENDARIO

Rubygate: vai allo speciale
Berlusconi e le donne: L'ALBUM FOTOGRAFICO
(in fondo all'articolo per tutti i video sul caso Ruby)

di Chiara Ribichini

Parola d’ordine mobilitazione. Si preannunciano giorni caldi nelle piazze italiane. Le proteste delle donne andate in scena sabato 29 gennaio a Milano e a Udine sono state infatti solo il preludio di una serie di eventi organizzate dai cittadini “indignati” dal caso Ruby. Popolo Viola, Articolo 21, Giustizia e libertà, ma anche le donne e Santoro: sono tanti e diversi i promotori delle iniziative previste nei prossimi giorni. Tante e diverse mobilitazioni, che in alcuni casi si sovrappongono. E, se da una parte c'è l'imbarazzo della scelta, dall'altra si nota forse una mancanza di coordinamento. Tutte forme di protesta, concentrate per lo più tra sabato 5 e domenica 13 febbraio, contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, dal canto suo, ha smentito di aver intenzione di organizzare mobilitazioni a suo favore. "Io non mi sogno di fare queste cose" avrebbe detto il premier in merito al comunicato diffuso dalle agenzie di stampa, che parlava di un incarico affidato a Daniela Santanché e Michela Vittoria Brambilla per “predisporre un piano di iniziative e mobilitazioni a sostegno dell’attività di governo e a difesa del premier dalle aggressioni mediatico-giudiziarie”. In precedenza il Pdl aveva annunciato e poi annullato un corteo in piazza Duomo “contro i giudici” per domenica 13 febbraio.
Ecco un calendario con gli appuntamenti:

Sabato 5 febbraio “Resignation Dimissioni” – Appuntamento alle 15 al Palasharp di Milano per la manifestazione del movimento civico Libertà e Giustizia. Un’iniziativa nata dai commenti all’appello Resignation – Dimissioni lanciato con le firme di Gustavo Zagrebelsky, Paul Ginsborg e Sandra Bonsanti il 18 gennaio scorso, che ha raccolto più di 95 mila firma. “Firmare non basta” hanno detto in tanti. “Facciamo qualcosa”. Da qui l’idea di un evento “per testimoniare la storia e la voce di chi non ha accettato passivamente l’imbarbarimento prodotto dalla politica e dalla cultura di Silvio Berlusconi e per gridare basta allo smantellamento dello Stato” spiegano sul sito.
Alla mobilitazione hanno aderito anche Umberto Eco e Roberto Saviano. “Troveremo insieme le parole per esigere le dimissioni prima di tutto e liberarci dal potere corrotto e corruttore di Silvio Berlusconi, dal fango, dagli attacchi alla Costituzione, alla magistratura (tutta e in particolare alla Procura di Milano), all’informazione, alla dignità delle donne”.

Domenica 6 febbraio: “Ultima fermata hArdCORE” – E’ questo il nome della mobilitazione indetta dal Popolo Viola Milano in collaborazione con la Rete Viola Gruppi Locali “per dare sfogo alle voci di protesta dei Cittadini Italiani che lamentano ormai da anni l’emergenza democratica che il Paese sta affrontando a causa delle vicende giudiziarie e personali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”. Mobilitazione che porterà tutti i partecipanti sotto la casa del premier, dove si sarebbero svolti i presunti festini emersi dalle intercettazioni agli atti dell’inchiesta che vede indagato il presidente del Consiglio per corruzione e prostituzione minorile.
“Andiamo sotto casa di Berlusconi a pretendere che rassegni le dimissioni perché anche se è stato eletto da una parte dei Cittadini Italiani (e neanche maggioritaria) rimane pur sempre un nostro dipendente stipendiato con soldi dello Stato cioè noi ... e per ultimo si sperava forse in un Programma Politico di Governo che non fosse rintanarsi in un postribolo con papponi e prostitute” si legge sulla pagina Facebook del gruppo.

Sabato 12 febbraio: “Friggiamo il regime” – Pentole, mestoli e coperchi. Saranno i protagonisti della manifestazione nazionale del Popolo Viola "Friggiamo il regime". Cortei “rumorosi” nelle varie città italiane per chiedere le dimissioni di Berlusconi. “Abbiamo pensato di scendere in piazza, pacificamente ma rumorosamente, con pentole, mestoli, padelle e coperchi, ossia con strumenti che fanno parte della nostra vita quotidiana, che evocano il bellissimo concetto di popolo, che alludono al valore della dimensione reale contro quella virtuale, da fiction, scandalistica in cui questo squallido film del Bunga Bunga ha fatto precipitare l'intero Paese a fronte di una crisi economica senza precedenti. Ed è per questo che vorremmo con noi in piazza i cittadini normali. i lavoratori, gli studenti, i pensionati, i disoccupati. In una parola, il popolo, anche quelli che non hanno mai partecipato ad una manifestazione, anche quelli che non guardano i talk show politici, anche quelli che non leggono i giornali” si legge sul blog del Popolo Viola.

Domenica 13 febbraio: “Se non ora quando?” – Sarà una giornata a rischio ingorgo. Scenderanno infatti contemporaneamente in piazza diverse organizzazioni. In tutte le grandi città italiane, si ritroveranno le donne che hanno sottoscritto l'appello (giunto a 60mila firme) de 'l'Unita". "Se non ora quando?" è lo slogan della manifestazione. “In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani. Tante sono impegnate nella vita pubblica (…) Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile” si legge nella petizione. Per questo motivo, “per difendere il valore della loro dignità” scenderanno piazza. Accanto alle donne scenderà in piazza anche il leader del Pd. "Ho chiesto che la nostra gente ci sia, nel pieno rispetto dell'autonomia del movimento, perché credo sia giusto. Se non si mette in moto di nuovo il protagonismo delle donne, la civilizzazione del nostro Paese rallenta".
“Vado al Massimo” - Nello stesso giorno tornerà in piazza anche il Popolo Viola, che si ritroverà al circo Massimo, per una “manifestazione imponente e democratica (organizzata insieme con Articolo 21, ndr), con in mano il tricolore e la Costituzione, aperta a tutti i soggetti che si riconoscono e difendono questi due simboli della coesione italiana". Il nome dell’evento? “Vado al massimo”.

Fine febbraio: “Tutti sotto la Procura” - Slitta invece tra fine febbraio e inizio marzo la manifestazione davanti al palazzo di giustizia di Milano lanciata da Michele Santoro, Marco Travaglio e Barbara Spinelli, inizialmente prevista per il 13 febbraio. Lo hanno annunciato in una lettera aperta dal titolo "legittima difesa", in cui hanno invitato "tutti i cittadini, soprattutto quelli che avevano accolto con entusiasmo il nostro appello a presidiare il Palazzo di giustizia di Milano, a confluire, quel giorno, il 13 febbraio, nella grande manifestazione delle donne"
La mobilitazione "sulla libertà di informazione e sulla situazione in generale dei poteri di controlli" slitterà dunque di qualche settimana. Lì "non ci saranno bandiere né simboli e la manifestazione sarà in difesa dell'indipendenza dei magistrati, della libertà di informazione e dei valori della Costituzione", ha spiegato il conduttore di Annozero.

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