Pdl, il mistero della manifestazione a sostegno del premier

Il presidente del Consgilio Silvio Berlusconi
1' di lettura

In mattinata era circolata la voce di un evento da organizzare contro i magistrati di Milano. "Io non mi sogno di fare queste cose" avrebbe detto Berlusconi, infuriato con il suo entourage. Giuliano Ferrara: "Si rischia di finire nel grottesco"

Guarda anche:
Dal "ghe pensi mi" al "pensiamoci": la svolta di Silvio
Berlusconi a Bersani: "Agiamo insieme in Parlamento"
Rutelli: "Un premier presenta proposte di legge, non scrive articoli"

"Teniamoci pronti a qualche iniziativa sul territorio". Raccontano che Silvio Berlusconi non sia andato oltre, non abbia espresso alcuna intenzione - nel vertice organizzato oggi con i 'big' del Pdl - di organizzare una vera e propria manifestazione nazionale a suo sostegno. Da qui la sorpresa e l'irritazione per il comunicato diffuso oggi alle agenzie in cui si annunciava il mandato affidato dal premier a Daniela Santanchè e Michela Vittoria Brambilla di predisporre "un piano di iniziative a difesa del premier dalle aggressioni meditico-giudiziarie". Chi lo ha incontrato al termine dell'incontro del Pdl a palazzo Grazioli riferisce di un Cavaliere infuriato e qualcuno nel partito, dietro l'anonimato, punta il dito contro la Santanchè.

"Io non mi sogno di fare queste cose", avrebbe sostenuto il presidente del Consiglio. In realtà nel vertice qualcuno avrebbe accennato alla possibilità di mettere in atto reazioni forti contro i magistrati, soprattutto nell'eventualità che arrivino altre 'sorprese' dai pm milanesi. Alcuni esponenti del Pdl sperano ancora che non venga concesso il rito immediato, ma a palazzo Grazioli è prevalso il timore di un altro affondo dei giudici. Può uscire ancora di tutto, spiega una fonte del Pdl. Ma al caso Ruby il Cavaliere, anche per venire incontro alle preoccupazioni del Quirinale sull'acuirsi di uno scontro istituzionale, vuole rispondere con misure concrete da portare in Consiglio dei ministri. Per questo motivo il premier ha telefonato a Giulio Tremonti. L'obiettivo è portare avanti provvedimenti economici da spendere qualora si dovesse arrivare ad una campagna elettorale in tempi brevi.

Sull'argomento è intervenuto anche Giuliano Ferrara, indicato da molti come suggeritore delle ultime mosse politiche del Cavaliere, che sul sito de Il Foglio ha duramente criticato la possibilità di una manifestazione in chiave anti pm. "Un comunicato politicamente criminale - scrive il direttore - seguito al vertice riunitosi intorno al presidente del Consiglio, ha rischiato di dirottare nel grottesco la sua iniziativa politica di un piano nazionale per la crescita", concludendo che "se non si controlla lo spin, cioè la comunicazione dell’agenda politica di un uomo di stato, governare non diventa impossibile, diventa inutile."

Il Capo del governo è intenzionato ad andare avanti - stasera ha incontrato Silvano Moffa, ci sarebbero cinque nuovi arrivi nei prossimi giorni -, ma non esclude affatto le urne. Sul tavolo l'argomento delle amministrative: bisogna - ha sottolineato Berlusconi ai presenti - rimarcare le riforme fatte dal governo. Nel vertice si è discusso di federalismo: nell'eventualità di un pareggio nella Bicameralina dovrebbe essere presentato un ordine del giorno da votare in Aula. La convizione dei maggiorenti di via dell'Umiltà è che il presidente del Consiglio riuscirà a convincere Umberto Bossi sull'ipotesi di un allungamento dei tempi di circa un mese. Si è parlato inoltre della possibilità di ritocchi al governo, non scartando neanche la tesi di dimissioni dei ministri e dei viceministri per allargare la maggioranza. I big del partito hanno avvertito il Cavaliere che in presenza di modifiche eccessive ci potrebbero essere delle perplessità del Colle. Il Capo del governo con i suoi ha parlato anche di processo breve: non si può più perdere tempo, ora - il ragionamento del premier - occorre accelerare con la riforma della giustizia. Domani è previsto un altro vertice mentre giovedì il premier incontrerà Bossi.

Leggi tutto