Berlusconi a Bersani: "Agiamo insieme in Parlamento"

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In una lettera pubblicata sul Corriere, il premier elogia il segretario Pd ("ha la cultura pragmatica di un emiliano") e gli propone "un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana". La replica: "Tempo scaduto”

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Agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere "senza pregiudizi ed esclusivismi" un grande piano bipartisan per la crescita dell'economia italiana.
E' questa la proposta che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lancia al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in una lettera che il premier ha scritto lunedì 31 gennaio al Corriere della Sera.

"Modificare l'art. 41" -Un piano del governo, spiega Berlusconi, il cui fulcro è la riforma costituzionale dell'articolo 41, "annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani".
Lo scopo "indiretto ma importantissimo" di una "frustata al cavallo di un'economia finalmente libera", aggiunge il presidente del Consiglio, "è di portare all'emersione della ricchezza privata nascosta".
Azione che sarà la "più grande frustata che la storia italiana ricordi", per portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni" per fare capire "ai mercati che quella è la strada imboccata dall'Italia. Paese ancora assai forte. Paese esportatore" con "grandi riserve di energia, di capitali, di intelligenze e di lavoro".

"Fare come la Germania" - Per farlo "occorre un'economia decisamente più libera, questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro".
Mentre una "botta secca" che "impaurisce e paralizza il ceto medio" come un'imposta patrimoniale, alla quale Berlusconi ribadisce il suo "no", è "una rinuncia statalista, reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale". E l'Italia, "dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori" può fare invece come la Germania, dove "la locomotiva è ripartita" con "un balzo liberalizzatore e riformatore" dato dalle riforme di Schroder, passando per "il governo di unità nazionale" e per "la guida sicura e illuminata di Angela Merkel".

Il leader del Pd ha la "cultura pragmatica dell'emiliano" - Il premier si dice "preoccupato come e più del presidente Napolitano" per la "particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico".
E per questo si rivolge a Bersani, "in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni" e uomo dalla "cultura pragmatica dell'emiliano" nonostante "qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo".

Il Pd: "Tempo scaduto" - Replica alle parole del premier il coordinatore della segreteria Pd Maurizio Migliavacca: "L'onorevole Berlusconi mi sembra un giocatore di calcio che vorrebbe continuare la partita anche quando il tempo scaduto".  "Il tempo del suo governo è scaduto - spiega Migliavacca - Berlusconi ha avuto tre anni per fare le cose che dice e non le ha fatte. Inoltre è scaduto anche il tempo della sua credibilità. Berlusconi è alla ricerca disperata di una via d'uscita".

Sulla proposta di Berlusconi di modificare l'articolo 41 della Costituzione, Migliavacca osserva :"Il problema economico dell'Italia non è la Costituzione che, comunque, garantisce ampiamente la libertà di iniziativa economica. Quanto alla patrimoniale, penso che si ponga il tema della redistribuzione del reddito, e quindi del concorso da parte chi ha di più ai sacrifici per ridurre il debito pubblico, al di là dello strumento che può essere opinabile".

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