Non c'è pace per il Pd, batosta alle primarie di Cagliari

Massimo Zedda vincitore alle primarie del centrosinistra a Cagliari. In primo piano il volantino di Zedda
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Il senatore democratico Antonello Cabras, classe 1949, è stato sconfitto dal candidato di Sel, il 35enne Massimo Zedda. I militanti in Rete: "Scelte perdenti ratificate dall'alto". Il prossimo banco di prova per il partito è Torino, dove corre Fassino

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di Giulia Floris

Dopo la
sconfitta di Milano, e la bufera con denunce di brogli a Napoli, un’altra batosta per il Pd alle prese con le primarie. Nella consultazione per il candidato sindaco del centrosinistra a Cagliari il vendoliano  Massimo Zedda, 35 anni, ha ottenuto il 46,64% delle preferenze, superando il democratico Antonello Cabras, dato per favorito.

Classe 1949, senatore, ex segretario del partito regionale nel 2007, dimessosi dopo un duro scontro con l’allora governatore Renato Soru, Cabras si è fermato al 34,10%. Dietro di lui il candidato indipendente, Filippo Petrucci (8,05%), Giuseppe Andreozzi per i RossoMori (al 6,30%) e la candidata degli ambientalisti, Tiziana Frongia (al 4,82%). E neanche l’affluenza alle primarie può dirsi un successo: i votanti sono stati infatti 5.700: la metà rispetto alle aspettative degli organizzatori.

Una disaffezione al Pd da parte dell’elettorato cagliaritano, che il segretario del partito cittadino Yuri Marcialis minimizza: "I nostri elettori, sapendo che il Pd aveva un solo candidato, non si sono preoccupati, hanno pensato che non fosse necessario recarsi in massa alle urne" ha spiegato.

Motivazione che non convince molto gli stessi elettori di centrosinistra che, nel blog del giornalista Vito Biolchini, direttore della locale Radio Press, si scatenano contro un partito che, scrive Lucia P.,  "A Cagliari non esiste", e,  sostiene Lauthkins, paga "scelte perdenti ratificate dall’alto" e "candidature stantie". Mentre per un utente che si firma 'Questi Fantasmi', gli esponenti del Partito democratico cittadino "perdono tutto ininterrottamente da quindici anni, salvo la loro poltrona". Ironizza invece un altro utente: "Stavolta rischiamo di avere un candidato sindaco che non sia complice o colluso coi soliti poteri forti che dispongono tutto in città...".
Una dura analisi anche da Maurizio che, subito dopo la comunicazione dei risultati scrive: "Ormai questa del Pd è un'incapacità conclamata: un partito con una classe dirigente fatta di persone che dovrebbero saper interpretare le istanze della società, capirne i problemi e trovare le risposte adeguate, non riesce nemmeno a leggere gli umori del proprio elettorato e continua a prendere una cantonata dietro l’altra".
E lo stesso Biolchini sintetizza la percezione diffusa: "Se si votasse per le politiche con una legge che reintroducesse le preferenze, tutta la vecchia guardia sarda del Pd sarebbe spazzata via".

Per il partito nazionale dunque una nuova grana, che getta sale su una ferita aperta:  "Le primarie non vanno rottamate, vanno regolamentate. Così sono solo uno strumento con il quale i partiti più piccoli possono aggredire dall'esterno il nostro" aveva detto il segretario Bersani dopo la sconfitta di Milano. E solo pochi giorni fa è tornato sulla questione D’Alema "Il coinvolgimento dei cittadini e' un fatto positivo. Ma le primarie vanno regolate meglio, come negli Stati Uniti, dove va a votare solo chi e' iscritto al partito" ha detto D’Alema.

Una vera impasse, con la sola parentesi "serena" del voto di Bologna (dove ha vinto il candidato del partito Virginio Merola e l'affluenza è stata massiccia) e l'incognita di Torino, dove si vota il 27 febbraio. Qui il Pd si presenterà con due candidati: il nome forte di Piero Fassino e  l’ex presidente del consiglio regionale del Piemonte Davide Gariglio, mentre ha rinunciato quello che doveva essere il candidato dei "rottamatori", l'assessore comunale alla Casa e all'Ambiente Roberto Tricarico. In corsa anche Silvio Viale, presidente dei Radicali Italiani, Michele Curto, presidente dell’associazione Terra del Fuoco e, per Sinistra, ecologia e libertà, Gianguido Passoni, che ha prevalso sul nome preferito da Vendola del leader della Fiom (responsabile del settore auto) Giorgio Airaudo. In questo caso Piero Fassino viene dato come ampiamente favorito. Salvo sorprese...

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