Caso Ruby, Berlusconi: "Mai fuggito davanti ai magistrati"

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"Dicassette anni di persecuzione giudiziaria non hanno mai partoriro nemmeno un topolino", ha detto il premier in un videomessaggio ai promotori della libertà. "Ma - ha aggiunto - il mio giudice naturale è il tribunale dei ministri". GUARDA IL VIDEO

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Nuovo videomessaggio di Silvio Berlusconi al sito dei Promotori della libertà. Il premier, al centro di un'inchiesta in cui è indagato per prostituzione minorile, attacca ancora una volta la magistratura e l'oppposizione: "Non hanno in comune alcun valore - dice - l'unica cosa che li unisce è conquistare il potere e far fuori Berlusconi con il soccorso rosso delle toghe politicizzate, pronte a intervenire ogni qual volta la situazione lo richieda".

"Noi abbiamo la forza del popolo e la forza dei numeri", ha continuato, mostrandosi fiducioso sulla tenuta del governo: "Le opposizioni riunite ci hanno imposto, dal 29 settembre ad oggi, ben sette verifiche parlamentari sulla tenuta del governo, e noi abbiamo sempre vinto".

"Noi - ha aggiunto il Cavaliere - portiamo avanti coerentemente il programma di governo concordato con gli italiani. Non siamo noi ad aver stracciato il contratto col popolo, che ci aveva conferito un mandato talmente ampio da poter configurare questa come una legislatura costituente".

"Davanti ai magistrati non sono mai fuggito - ha continuato - e la montagna di fango delle accuse più grottesche e inverosimili in 17 anni di persecuzione giudiziaria non ha partorito nemmeno un topolino: i mille magistrati che si sono occupati ossessivamente di me e della mia vita non hanno trovato uno straccio di prova che abbia retto all'esame dei tribunali. Ma io ho diritto, come ogni altro cittadino, di presentarmi di fronte al mio giudice naturale, che non è la Procura di Milano ma il giudice assegnatomi dalla Costituzione cioè il Tribunale dei Ministri che non è un tribunale speciale fatto apposta per me, ma è composto da giudici scelti per sorteggio".

Intanto, riprende uno dei processi a carico del premier: il 28 febbraio ripartirà infatti il processo sui diritti tv Mediaset, in cui Berlusconi è imputato per frode fiscale assieme ad altre 11 persone, tra cui il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.

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