Ruby, il Vaticano chiede più moralità. Il Pd raccoglie firme

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Le parole del cardinale Bertone (“siamo turbati come Napolitano”) occupano le prime pagine dei giornali. E spuntano nuovi particolari sull’inchiesta. Nadia Macrì ad Annozero: “Ruby con me ad Arcore, il premier le diede 5 mila euro”

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“Siamo turbati come Napolitano”. Il richiamo del segretario di Stato il cardinale Tarcisio Bertone alla moralità e alla legalità alla luce del caso Ruby è oggi, venerdì 21 gennaio, l’apertura della maggior parte dei quotidiani. Ma in prima pagina trovano spazio anche la raccolta di firme del Pd per chiedere le dimissioni del premier Silvio Berlusconi e nuovi particolari sull’inchiesta della Procura di Milano che vede indagato il premier con l’accusa di concussione e prostituzione minorile.

“Ruby, la condanna del Vaticano” titola Repubblica, che all’interno ha un’intervista a Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso nonché uno dei più autorevoli esponenti del Consiglio permanente della Cei. “Sono spettacoli indecorosi, un crimine verso i giovani” afferma in merito alle feste ad Arcore. Sempre sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, a pag 4 c’è un’intervista al leader del Pd Pier Luigi Bersani, che lancia una mobilitazione generale facendo appello a “chiunque voglia evitare una deriva plebiscitaria, anche al Terzo Polo e a Montezemolo” e dice che “qualsiasi soluzione è meglio che continuare così, voto compreso”. Repubblica pubblica anche una lettera di Giulia Bongiorno titolata "Noi donne calpestate non possiamo tacere".

Ampio spazio alle parole di Bertone anche sul Corriere della Sera. “Il Vaticano chiede più moralità” titola il quotidiano di via Solferino parla anche di un interrogatorio – fantasma di Ruby: la giovane marocchina sarebbe stata ascoltata il 6 ottobre, ma non dai magistrati di Milano. A pagina 6 c’è inoltre un’intervista al sottosegretario dell’Interno Alfredo Mantovano che suggerisce a Berlusconi di presentarsi in Procura. Propio oggi, venerdì 21 gennaio, i legali di Berlusconi faranno pervenire ai pm che si occupano del caso una memoria difensiva in cui spiegheranno che a loro giudizio la Procura di Milano non è competente a indagare sulla vicenda. Sulla Stampa si parla della possibile contromossa del centrodestra: un’accelerazione pro Vaticano sul testamento biologico. “Più che una scomunica è un avvertimento che ci mette in difficoltà: è il minimo che Bertone poteva fare”: così avrebbero interpretato il richiamo della Chiesa gli uomini più vicini al premier secondo il retroscena descritto nell’articolo a firma di Amedeo La Mattina.

La Stampa dedica ampio spazio anche a Nadia Macrì, la escort modenese che aveva nei mesi scorsi raccontato le feste a luci rosse a Villa San Martino e che oggi, venerdì 21 gennaio, sarà ascoltata in Procura come “persona informata dei fatti”, che potrebbe diventare la prima testimone oculare della presenza di Ruby alle serate ad Arcore. Ospite della trasmissione Annozero (IL VIDEO), la Macrì ha infatti raccontato di aver visto nella residenza del premier la sera del 24 aprile. Non solo. Ha detto anche di aver visto questa giovane marocchina svestirsi insieme alle altre ballando a seno nudo. "Abbiamo fatto il bagno in piscina, dove ci raggiunse il presidente. Nudo. Noi eravamo sei, sette ragazze. Siamo stati tutti quanti insieme a ridere, a scherzare, a toccarci. Poi lui dopo un po' si è avvicinato ad un'altra camera dove c'e' un lettino in cui fai i massaggi e dopo un po' disse. 'Avanti la prossima, avanti la prossima. E ogni cinque minuti noi aprivamo la porta e consumavamo il rapporto sessuale. Una alla volta". Al termine della serata, conclude Nadia Macrì, "fui pagata cinquemila euro, dal presidente direttamente. Siamo andate io e questa ragazza marocchina, Ruby, nel suo ufficio".

Dure critiche alla trasmissione di Michele Santoro arrivano dai giornali vicini al centrodestra. “Santoro non ce la fa a stuprare Berlusconi” titola Libero, che all’interno prosegue con la pubblicazione integrale delle intercettazioni dell’inchiesta. “Macelleria Santoro” è invece l’apertura de Il Giornale che parla di un processo celebrato in diretta tv con “intercettazioni tagliate ad arte e testimoni già screditati”. Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, ospite di Annozero, fa anche i conti in tasca al Cavaliere in risposta ai costi delle feste di Arcore di cui avevano già scritto alcuni quotidiani come Repubblica e Il Messaggero. Per Libero “i veri soldi Berlusconi li dà in beneficenza” a fondazioni, associazioni, ospedali e parrocchie mentre per “le sue cenette” il Cavaliere spenderebbe meno di qualsiasi altro italiano: l’1% del patrimonio contro il 15% speso mediamente dagli italiani.

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