Bossi: "Berlusconi si riposi, ci pensiamo noi"

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Il Senatùr torna sul caso Ruby e difende il Cavaliere: "E' il presidente del Consiglio mica la mafia". Dal capo dello Stato arriva il monito: "Basta con le tensioni". E aggiunge: "Il giusto processo è già garantito dalla Costituzione"

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Un consiglio a Berlusconi? "Di andare un po' a riposare da qualche parte che ci pensiamo noi". Il leader della Lega, Umberto Bossi, torna così sul caso Ruby che vede il presidente del Consiglio indagato per concussione prostituzione minorile. E sull'ipotesi delle dimissioni del premier afferma: "Si sa bene che quella cosa lì non la fa. E' inutile chiedere cose che non servono a niente". 
La Lega, infatti, fa quadrato attorno al premier coinvolto nello scandalo Rubygate. E Bossi, dopo aver inizialmente scelto la via del silenzio, interviene in difesa del premier. "Berlusconi è stato praticamente circondato e tenuto sotto pressione e controllato da tutte le parti. In un paese normale e democratico queste cose non avvengono e il presidnete del Consiglio non è mica la mafia".

Parla dell'inchiesta dei pm anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A dire il vero non fa mai il nome del presidente del Consiglio né quello di Ruby, ma in occasione del discorso per la giornata dell’informazione invita a "scongiurare nell'immediato ulteriori esasperazioni e tensioni che possono solo aggravare un turbamento largamente avvertito e riconosciuto e suscitare un effetto di deprimente lontananza dallo sforzo che si richiede per superare le molteplici prove cui la comunità nazionale deve fare fronte". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, torna a parlare (senza mai citarlo direttamente) del caso Ruby.

Ascolta le parole di Napolitano


Il  capo dello Stato che nei giorni scorsi si era detto turbato per le vicende del nuovo scandalo sessuale, ha poi precisato: “Nella Costituzione e nella legge possono trovarsi i riferimenti di principio e i canali normativi e procedurali per far valere insieme le ragione della legalità e le garanzie del giusto processo. Fuori di questo quadro ci sono solo le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre per nessuno a conclusioni di verità e di giustizia”.

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