Nicole Minetti: "Non ho intenzione di dimettermi"

Nicole Minetti in consiglio regionale (Fotogramma)
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Il consigliere regionale del Pdl, indagata nell’ambito del caso Ruby e finita al centro di diverse intercettazioni, è tornata al Pirellone: “Accanimento irrispettoso”. Il presidente della Regione Formigoni: “Non è confortante ciò che viene a galla”

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"Non ho intenzione di dimettermi". Il ritorno al Pirellone di Nicole Minetti non poteva passare inosservato. Il consigliere regionale del Pdl, indagata nel caso Ruby per induzione e favoreggiamento della prostituzione, è stata subissata immediatamente dalle domande dei giornalisti che le chiedevano spiegazioni in merito alle ultime indiscrezioni (e soprattutto alle intercettazioni) che la riguardano da vicino. Ma per ora niente dimissioni. "Non è che non posso ma non voglio parlare con voi -ha detto il consigliere- perché non dovete approfittare del fatto che sono venuta in Consiglio per lavorare". Maglioncino beige e pantaloni neri il giovane consigliere lombardo ha quindi a stento raggiunto l'aula incalzata dalle domande dei cronisti senza nascondere un moto di rabbia: "Vi sembra questo il modo di fare?", ha aggiunto prima di entrare in aula.

"Questo accanimento mi sembra irrispettoso, anche nei confronti degli altri consiglieri". Alla Minetti è stato dunque chiesto perché, se non si sapeva che Ruby era minorenne, è stato accettato il suo affidamento (leggi com'è nata la vicenda di Ruby, ndr). "La ragazza non era maggiorenne e nessuno lo sapeva - è stata la risposta del consigliere regionale -. E' stata fermata per degli accertamenti e nel momento in cui sono stati fatti la ragazza non aveva i documenti dietro, quindi da prassi sono andati a recuperarli e hanno capito che era minorenne". Sul suo ruolo in particolare, la Minetti che è indagata dalla Procura di Milano insieme a Berlusconi, Emilio Fede e Lele Mora, ha detto che quella sera "è arrivata in Questura apprendendo solo lì che la ragazza era minorenne: la questione è limpida e non fa una grinza".

Nuovi particolari dai documenti dei pm - Le bollette della luce, del gas o del telefono degli appartamenti dati in uso o regalati alle ragazze su ordine del premier venivano pagate o dalla consigliera regionale Nicol Minetti o da "un uomo che pagava anche in contanti" le bollette per le utenze riconducibili a Berlusconi. E' questo un particolare che emerge dalla documentazione trasmessa dalla Procura di Milano alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera con la quale si chiede di poter perquisire gli uffici del contabile del premier, Giuseppe Spinelli. I magistrati milanesi, poi, precisa sempre chi ha avuto modo di consultare le 389 pagine inviate dalla Procura, non avrebbero spedito tutto il materiale probatorio di cui dispone chi conduce l'inchiesta sul 'caso Ruby', ma solo ciò che eè "finalizzato a chiedere la perquisizione degli uffici del contabile". Il quale, secondo gli inquirenti, sarebbe il responsabile di alcuni pagamenti alla ragazze e della gestione degli appartamenti assegnati alle giovani amiche del premier.

Formigoni: "Non è confortante ciò che viene a galla" - "Ciò che sta venendo a galla non è confortante ma si tratta di accompagnare alla malinconia per quello che sta succedendo il rispetto del diritto alla privacy". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commenta gli ultimi sviluppi del cosiddetto caso Ruby. "Mi viene di citare il detto evangelico - ha proseguito Formigoni, a margine di un incontro alla Camera di Commercio di Milano -: 'Chi è senza peccato scagli la prima pietra"'. In ogni caso, secondo Formigoni, "quello che sta succedendo dovrà essere sottoposto a un processo, se ci saranno" e anche le intercettazioni "devono essere collocate in un contesto che sia di garanzia: siamo un Paese in cui c'è il diritto di potersi difendere. Ora stiamo ascoltando le voci dell'accusa, poi sentiremo la difesa". Riguardo al coinvolgimento nella vicenda del consigliere regionale del Pdl, Nicole Minetti, il governatore ha affermato di "stare seguendo la vicenda con attenzione".

Le rivelazioni sui giornali
- Sul quotidiano La Repubblica emergono altre conversazioni intercettate (dopo quelle in cui Ruby dice al telefono di aver chiesto 5 milioni a Berlusconi per stare zitta) ma anche una deposizione raccolta dai pm di Milano e inserita negli atti delle indagini. Parla una delle ragazze invitate a una festa di Arcore e ai magistrati avrebbe assicurato di “aver subìto cose che non volevo”. Sul giornale diretto da Ezio Mauro c’è anche una telefonata di Nicole Minetti in cui consiglia a un’amica come comportarsi durante una di queste feste. "Ho sentito adesso che the boss of the records, gli ho detto ahhh allora stasera, guarda, che porto una mia amica - dice la Minetti al telefono - Fidati di me [...] non sii timida, fregatene, sbattetene il cazzo e via andare...". Sulla Stampa invece compare un’intervista alla stessa Minetti, che però smentisce di essere “la custode dell’harem” e assicura: “Davanti a me non è successo mai nulla”.

Caccia alla fidanzata di Berlusconi
- "Secondo me è innamorato..", "..ha perso la testa di brutto": Nicole Minetti parlando al telefono con Barbara Faggioli, in una delle intercettazioni in mano alla procura, commenta la cena della sera precedente ad Arcore e il "coinvolgimento" del padrone di casa per Roberta Bonasia. "Sono due settimane che sono insieme mattino, pomeriggio e sera" racconta Minetti all'amica aggiungendo di aver saputo che i due si sono fidanzati. "Ha detto che è la sua fidanzata", " lei poi secondo me è una intelligente, molto furba, molto intelligente", "poi si è laureata in infermieristica ti dico...secondo me...è avanti".

Intervistata da SkyTG24, la consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti (indagata dalla procura di Milano nell'ambito del caso Ruby, insieme a Lele Mora, Emilio Fede e allo stesso Silvio Berlusconi) aveva smentito di essere la fidanzata del premier.

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