"Indignati" al Quirinale contro Berlusconi

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Come per il Popolo viola, l'iniziativa parte via Facebook. E porterà mercoledì sera la protesta davanti al Quirinale, per chiedere le dimissioni del premier dopo il caso Ruby. In poche ore quasi mille adesioni

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Gli "indignati". Ovvero, il nuovo "popolo viola" nei giorni del caso Ruby. Si sono dati appuntamento per mercoledì 19 gennaio alle 20 a Roma, davanti al Quirinale. E armati di fischietti, faranno sentire tutta la loro indignazione per quanto sta emergendo dagli atti giudiziari dell'ultima inchiesta che riguarda il premier. L'intenzione è fare arrivare forte e chiaro il loro messaggio al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: si presenti dal capo dello Stato Giorgio Napolitano per rassegnare le dimissioni.

"C'è un'Italia diversa, che non ci sta, indignata dal degrado in cui in presidente del Consiglio sta trascinando il Paese". E' il breve testo dell'appello (tradotto in diverse lingue) che accompagna la manifestazione. Mentre il tam tam si spande anche via sms: "Italiani indignati...ora ignorati. Non perdere tempo, rischi di perdere la libertà. Passaparola. E porta un fischietto per far sentire la tua voce", è il testo che invita alla partecipazione.

L'iniziativa nasce dall'idea di un gruppo di amici, tra cui di Gianfranco Mascia, esponente del Popolo Viola, ma anche il blogger Alessandro Gilioli e l'autrice satirica Francesca Fornario. E, come già il Popolo viola, fa proseliti soprattutto via Facebook. Dove la pagina dell'evento continua a macinare adesioni (sono quasi mille in poche ore). "Mandiamo ad Hammamet", "dignità, dignità, dignità e indignazione", "mai sprofondati così in basso", sono alcuni dei messaggi in bacheca. E c'è anche chi, come Farid, domanda: "Non sono italiano. Posso partecipare?".

"Riconosciamo solo l'autorevolezza del capo dello Stato, perciò andiamo da lui, come cittadini che difendono le istituzioni, per chiedere le dimissioni del premier", spiega Mascia. "Ci stanno scrivendo persone da tutta Italia. E non è escluso che si organizzino iniziative in contemporanea in altre città", aggiunge. Intanto un blog, con l'appello tradotto in diverse lingue, e' in via di allestimento all'indirizzo www.indignati.org. C'è ancora una giornata per trasformare l'indignazione in una manifestazione in grado di far arrivare ben chiara la sua voce.

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