I legali: "Non è ancora deciso se il premier andrà dai pm"

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Silvio Berlusconi torna all'attacco sull'inchiesta che lo vede indagato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile nel caso Ruby. E' "l'ennesimo teorema per gettare fango su di me". Minetti: "Non mi dimetto". Fini difende i magistrati

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(in fondo al pezzo tutti i video del caso Ruby)

Non si sa ancora se Silvio Berlusconi si presenterà davanti ai magistrati di Milano che lo hanno indagato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile e convocato per il prossimo fine settimana. Non si sa ancora se si farà interrogare sulle feste ad Arcore in compagnia della giovane Ruby - e nelle quali il copione, per gli inquirenti, sarebbe stato lo stesso rivelato da Patrizia D'Addario - e su presunte pressioni da lui esercitate su funzionari di polizia per ottenere il 'rilascio' della minorenne la notte in cui venne portata in Questura per via di un furto.
"Non è ancora stato deciso se il presidente del Consiglio andrà a rispondere ai pm", ha spiegato Piero Longo, uno dei suoi difensori che ha aggiunto: "Quindi, al momento rimane anche aperto il discorso del legittimo impedimento, del quale ne discuteremo nell'eventualità di un interrogatorio", ha precisato il legale spiegando che non è ancora stata controllata l'agenda degli impegni di Governo del premier. Impegni di cui, per altro, la Procura nell'invito a comparire recapitato il 14 gennaio, e nel quale si ipotizzano i reati di concussione e prostituzione minorile, ha tenuto conto indicando tre date alternative: o venerdì o sabato o domenica prossimi.
La Procura potrà procedere con la richiesta di rito immediato se Berlusconi non si presenterà nelle date fissate per l'interrogatorio senza dare spiegazioni, mentre dovrà tener conto dell'eventuale legittimo impedimento indicato dal premier.

Fini difende i pm - Pur evitando di commentare direttamente il caso Ruby (definita "triste vicenda che coinvolge il premier"), il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini a Messina, nel primo incontro tematico di Fli in vista del Congresso del movimento, ha difeso il ruolo dei magistrati e sottolineato la necessità che chi ricopre cariche politiche mostri una "etica pubblica". La terza carica dello Stato non ha dunque nascosto il proprio pensiero, pur non citando né Berlusconi né la nuova inchiesta che lo coinvolge. "La credibilità della democrazia italiana - ha detto - è cresciuta grazie all'impegno dei magistrati, come dimostrano i colpi inferti al terrorismo e poi alla criminalità organizzata. All'interno del martirologio dei servitori dello Stato - ha aggiunto - il ruolo dei magistrati è di primo ordine, me dimenticarlo sarebbe un torto al loro impegno e al loro sacrificio". E sempre rimanendo sul tema giustizia ha invitato a non considerare prioritaria "una riforma normativa" bensì  "la concreta amministrazione della giustizia".

Nicole Minetti: non mi dimetto - No comment sull'intera vicenda è quello di Nicole Minetti, consigliere regionale coinvolta nel caso Ruby.
"Dell'inchiesta non parlo". Così ha risposto alla domanda se in queste ultime ore ha avuto modo di parlare con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. E ha aggiunto: "Sono tranquilla e non ho alcuna intenzione di dimettermi. C'è un'inchiesta in corso e aspetto che faccia il suo corso".
Intanto, il 14 gennaio gli inquirenti hanno perquisito il suo ufficio nella sede del consiglio regionale in via Fabio Filzi: avrebbero portato via diverso materiale, tra cui un pc. Il consigliere è stato quindi ascoltato nella questura di via Fabenefratelli.
Nicole Minetti, una bella ragazza mora e slanciata, igienista dentale, ha conosciuto Silvio Berlusconi quando era ricoverato all'ospedale San Raffaele dopo essere stato colpito dalla statuetta in piazza Duomo nel dicembre del 2009. In passato ha lavorato come soubrette in alcuni programmi delle reti Mediaset. Nelle elezioni amministrative della primavera scorsa era stata eletta nel Listino bloccato con il premio di maggioranza.
Il reato che le è stato contestato dai Pm che seguono il caso Ruby è di aver svolto, in concorso con altre persone, "un'attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di soggetti maggiorenni'. Il Consigliere regionale, come ha spiegato la procura di Milano, è quindi indagata per violazione della legge Merlin sulla prostituzione e per aver indotto alla prostituzione la giovane marocchina Ruby: induzione che sarebbe avvenuta nel periodo compreso tra febbraio e maggio scorsi, cioè lo stesso per cui il premier Silvio Berlusconi è indagato per aver avuto rapporti sessuali con la minorenne. La sera in cui la ragazza venne fermata e portata in questura a Milano, venne poi affidata alla Minetti.

Il metodo D'Addario - Intanto, nella ricostruzione fatta da inquirenti e investigatori delle feste a luci rosse a villa San Martino -  dove la giovane marocchina in base all'esame delle celle telefoniche ha trascorso le nottate del ponte del 25 aprile scorso e anche quelle dei giorni di Pasqua, Pasquetta e del primo maggio - spunta quello che è stato definito "meccanismo D'Addario". Vale a dire che il copione più o meno era uguale a quello descritto dalla escort barese in un'altra inchiesta scandalo che riguarda feste organizzate a palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Molte ragazzine, ragazze e giovani donne reclutate, in questo caso - ipotizzano i pm - dall'agente dei vip Lele Mora, dal direttore del tg4 Emilio Fede e dalla consigliera regionale Nicole Minetti (indagati per favoreggiamento e induzione della prostituzione di maggiorenni e anche di Ruby) e accompagnate nella residenza del capo del Governo alle porte di Milano.

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