Vendola: "Per Marchionne la vittoria più amara"

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"I sì vincono solo grazie agli impiegati" dice il leader di Sel a SkyTG24. Maroni si dice soddisfatto dell'esito del referendum: "Ora rispettare gli impegni". Bersani. "Il governo pensi al settore auto". Sacconi: "Nuova fase nelle relazioni industriali

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Alla Fiat di Mirafiori, con il 54% dei voti, ha vinto il sì al nuovo piano per i lavoratori messo a punto dall'amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne.
Un risultato, quello della vittoria, che sembrava scontato. Meno, invece, quel 46% di preferenze che racconta di come molti operai si siano trovati in contrasto con la nuova era che si apre ora per lo stabilimento.

Una svolta storica -
In ogni caso, per Sergio Marchionne si tratta di "una svolta storica". "Mi auguro - ha aggiunto l'ad - che le persone che hanno votato no, messe da parte le ideologie e i preconcetti, prendano coscienza dell'importanza dell'accordo per salvaguardare le prospettive di tutti i lavoratori".
E' d'accordo anche il ministro del Lavoro Sacconi, per il quale ora si apre una nuova fase "nelle relazioni industriali soprattutto nelle grandi fabbriche che dovrebbe consentire un migliore uso degli impianti e effettiva crescita dei salari".

Vendola: si riapre la stagione delle lotte -
Dà, invece, diversa lettura al risultato della consultazione Nichi Vendola, che ai microfoni di SkyTG24 dichiara: "Per Marchionne è stata la vittoria più amara e per Fiom la sconfitta più gratificante". Secondo il leader di Sel "la partita non si è chiusa ma si è riaperta" poiché "il no vince tra gli operai e il sì con i capi e i capetti". E aggiunge: "Questo voto  significa che il tentativo di chiudere la partita, di imporre una radicalizzazione militare non serve a niente" e che è ora possibile "riaprire una stagione di lotte per i diritti di chi lavora". Marchionne "sta facendo danno al sistema delle imprese. Prendere lo scalpo della Fiom significa compromettere il sindacato ma l'industria è stata forte quando il sindacato è stato forte" e "Marchionne deve sapere che ci sono molte incertezze e inquietudini tra gli imprenditori che non apprezzano il suo estremismo. Bisogna tornare al tavolo e negoziare e sapere che la competizione internazionale non la si può fare sulla pelle dei lavoratori". 
Quanto infine a chi parteggiava per il sì all'accordo, Vendola ha parole ironiche: "Abbiamo già sentito i commenti dei cicisbei e degli ipocriti" che erano rimasti già "traumatizzati a Pomigliano" e "questa volta che hanno vinto con un margine ben più ristretto questa soddisfazione che non ha nessuna ragione di esistere".

Maroni: bene il sì, ora bisogna rispettare gli impegni - "Sono soddisfatto che abbia vinto il sì e adesso vogliamo vedere l'impegno della Fiat ad investire e mantenere le promesse fatte, riportando il livello di Mirafiori e dell'industria automobilistica in Italia il più alto possibile". Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato l'esito del referendum fra i lavoratori Fiat. Interpellato al termine di un incontro con una delegazione di lavoratori di un'azienda locale in crisi, l'esponente leghista ha osservato che nella Fiat "si è messo in moto un processo innovativo importante, utile anche se con un po' di fibrillazione, per l'ammodernamento del sistema della relazioni nel mondo del lavoro".

Bersani: il governo pensi al settore auto - Il risultato del referendum sull'accordo per Fiat Mirafiori "va rispettato" assicura il segretario del Pd Bersani. e aggiunge: "Va rispettato anche per quel tanto di disagio che rappresenta". Poi precisa: "Ora la Fiat mantenga gli impegni e si rivolga a tutti i lavoratori". Per Bersani "le forze sociali e anche quelle politiche si occupino di lavorare su un obiettivo preciso e chiaro entro i tempi di attivazione dell'accordo, si facciano nuove regole per la rappresentanza, la rappresentatività e la partecipazione". Ma per il segretario del Pd bisogna fare "chiarezza sulle prospettive del settore auto, perché Mirafiori non esaurisce il problema auto in Italia", in particolare "per lo sviluppo e la ricerca".
Il governo "deve uscire dalla nebbia e finalmente fare quello che fanno tutti i governi alle prese con il settore auto: capire, leggere la situazione, intervenire con un po' di politica industriale".

Bertinotti: ora a rischio la governabilità di Mirafiori - Commenta l'esito del referendum anche Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione Comunista ed ex presidente della Camera, per il quale si tratta di un voto  "eccezionale" che "contraddice tutte le previsioni della vigilia" e dimostra che ora "è a rischio la governabilità dello stabilimento perché non si governa un'impresa avendo contro il 50% dei lavoratori". Fausto Bertinotti, intervistato
dall'Agi, mette in guardia sulle ripercussioni dell'esito del referendum nel sito torinese della Fiat che ha visto prevalere il sì al 54% contro il 46% dei no. Per Bertinotti ora i lavoratori "troveranno altre forme per far valere le proprie ragioni" e "se Fiat è interessata alla governabilità dell'impresa, deve riaprire il tavolo della trattativa e disporsi a fare un accordo perché quello fatto - precisa - non è un accordo, non lo è tecnicamente perché un'intesa pretende contropartite che qui non ci sono".

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