Il Natale in casa Berlusconi come un quadro del '500

La foto sul Natale della famiglia Berlusconi pubblicata da 'Chi'
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La foto della famiglia del presidente del Consiglio pubblicata su 'Chi' vista dal critico d'arte Philippe Daverio: "Il premier siede al centro come Cristo nelle 'Nozze di Cana' del Veronese. Lo scatto è una vera opera trash: semplifica ciò che è aulico"

di Giulia Floris

Una ricca tavola natalizia, il presidente del Consiglio al centro, con, alla sua destra, Don Livio, il cugino sacerdote. Tutto intorno la famiglia festante, immortalata dall’alto. Fanno il giro di siti e quotidiani le foto del Natale in casa Berlusconi, pubblicate sul settimanale di famiglia 'Chi'.

Un'immagine evocativa, dall'impatto iconografico forte, che richiama i dipinti di impianto scenografico del '500 veneziano, o la ritrattistica del '700. Abbiamo chiesto di commentarla a Philippe Daverio, critico d'arte, ex assessore alla Cultura del Comune Milano nella giunta Formentini dal 1993 al 1997 e conduttore della trasmissione d'arte Passepartout su Rai5.
"Questo scatto è un documento antropologico eccezionale – dice Daverio - è il film che Bunuel non ha mai girato sul fascino 'indiscreto' della borghesia".

Se dovesse accostare la foto a un dipinto quale sarebbe?
Senza dubbio le “Nozze di Cana” di Paolo Veronese (guarda il quadro). Il premier è seduto al centro proprio come Gesù, ma incarna  insieme alla figura del Cristo anche quella del pater omnipotens, con le mani alzate. Dietro la tavola, i quadri che raffigurano delle colonne  richiamano esattamente lo sfondo del dipinto cinquecentesco. Quest’opera è frutto di un vero genio della comunicazione.

Sulla tavola apparecchiata non c’è il cibo. Come mai?
Perché non immortala un momento vero, ma si tratta di pura finzione,  è una scena teatrale. Ci sono i domestici, come nel quadro del Veronese, ma non ci sono i cani che il borghese non può sopportare. E Il presidente del Consiglio, con il bavero che sembra di pelliccia, è un vero principe rinascimentale. Questo scatto è un vero capolavoro del trash.

Paolo Veronese diventa trash?
Esattamente: la caratteristica distintiva del trash è proprio quella di arrivare all’estrema semplificazione di un modello aulico. Vengono tradotti, in maniera parodica, anche gli aspetti più alti. In questa foto ci sono le nozze di Cana trasformate in avanspettacolo.  Tutto il nostro periodo storico passerà alla storia come l’epoca del trash.

Se dovesse cercare un’immagine altrettanto significativa anche per l’opposizione?
Direi Massimo D’Alema, travestito da manager a Saint Moritz. Anche in questo caso tutto diventa caricaturale, non c’è nulla di vero.

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