La Consulta boccia in parte il legittimo impedimento

Alfano e Berlusconi
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Il premier non commenta la sentenza che ridimensiona lo scudo giudiziario. Ghedini: "La Corte ha equivocato". L’ira di Bondi (Pdl): “Così si rovescia l’ordine democratico”. Chiamparino (Pd): “Decisione di buon senso”. Di Pietro (Idv): “Ora il referendum”

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Con un verdetto frutto di mediazione, la Corte costituzionale ha di fatto svuotato e indebolito il 'legittimo impedimento', la legge nata per mettere al riparo il premier Berlusconi, almeno fino al prossimo ottobre, dalla ripresa dei tre processi a suo carico (Mills, Mediaset e Mediatrade). Senza arrivare a una bocciatura secca dello 'scudo', la Corte ha aggirato l'ostacolo ponendo un alto argine all'indeterminatezza e all'automatismo della legge e riaffermando che, come oggi già accade per gli imputati comuni, deve essere il giudice a "valutare in concreto" l'impedimento addotto dal premier prima di rinviare l'udienza.
In altre parole, saranno gli stessi giudici di Milano a decidere se un consiglio dei ministri, una missione internazionale o qualsiasi altra attività governativa indicata dalla legge come impedimento (incluse quelle "preparatorie, consequenziali" e "coessenziali" alle funzioni di governo) sia realmente indifferibile nella sua concomitanza con l'udienza.
Ciò su cui d'ora innanzi Berlusconi non potrà più contare è l'obbligo per il giudice di rinviare l'udienza fino a sei mesi nel caso in cui Palazzo Chigi certifichi che l'impedimento è' continuativo. Tutta questa parte della legge - prevista dal comma 4 - è stata infatti cancellata dalla Corte per violazione degli articoli 3 (principio di uguaglianza di fronte alla legge) e 138 della Carta (necessità di una norma costituzionale).

La decisione ha scatenato, com’era facile prevedere, una serie di reazioni politiche. Che di sicuro non si esauriranno a breve. Intanto, a quanto riferiscono i suoi più stretti collaboratori, il premier Silvio Berlusconi ha commentato la sentenza definendola "un compromesso accettabile". Per la serie guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Il presidente del Consiglio, spiegano le stesse fonti, si attendeva un esito di questo tipo e ha ribadito che la decisione non influenzerà in alcun modo l'esecutivo: sono tranquillo, andiamo avanti, avrebbe detto il Cavaliere. Che però, poco dopo, con una nota di Palazzo Chigi ha smentito queste ricostruzioni, dichiarando di non voler commentare la sentenza. Nonostante per venerdì 14 gennaio sia atteso un suo intervento in tv.

Ghedini e Longo (avvocati del premier)
- La sentenza di parziale respingimento del legittimo impedimento da parte della Corte costituzionale va rispettata, ma la Consulta ha equivocato l'intenzione del legislatore. E' il primo commento dei parlamentari del Pdl Niccolò Ghedini e Piero Longo che sono anche avvocati del premier e l'hanno rappresentato davanti alla Corte.  “La legge sul legittimo impedimento nel suo impianto generale è stata riconosciuta valida ed efficace e ciò è motivo evidente di soddisfazione. Nell'intervenire su modalità attuative, la Corte Costituzionale sembra avere equivocato la natura e la effettiva portata di una norma posta a maggior tutela del diritto di difesa e soprattutto della possibilità di esercitare serenamente l'attività di governo, non considerando la oggettiva impossibilità, come dimostrato dagli atti, di ottenere quella leale collaborazione istituzionale già indicata dalla Corte stessa, con una autorità giudiziaria che ha addirittura disconosciuto legittimità di impedimento ad un consiglio dei ministri", si legge nella nota. La nota si conclude affermando che "comunque le sentenze della Corte debbono essere ovviamente rispettate e sarà possibile comprenderne la reale portata nella pratica attuazione soltanto dopo aver letto la motivazione".

Bondi (Pdl): “Rovesciamento ordine democratico”
- "Oggi la Consulta ha stabilito la superiorità dell'ordine giudiziario rispetto a quello democratico, rimettendo nelle mani di un magistrato la decisione ultima in merito all'esercizio della responsabilità politica e istituzionale". Lo dice il coordinatore Pdl, Sandro Bondi, che aggiunge: "Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini non solo della nostra Costituzione, ma dei principi fondamentali di ogni ordine democratico".

Gelmini (Pdl): "Continua persecuzione contro premier" - “La sentenza della Corte costituzionale non mi sorprende. Non risolve e rischia di riproporre lo stesso schema noto a tutti gli italiani: il presidente del Consiglio continua a essere palesemente oggetto di una persecuzione di alcune procure politicizzate, iniziata nel 1994". A sostenerlo è il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "La vera anomalia dell'Italia - aggiunge il ministro – non e' certo costituita da Berlusconi ma da chi, attraverso azioni che nulla c'entrano con la politica, tenta di sovvertire il giudizio degli italiani. Questo tentativo però è' destinato a fallire come sempre. Il presidente Berlusconi e il governo proseguiranno dunque la loro azione riformatrice per cambiare e modernizzare l'Italia. Gli italiani hanno più volte deciso, con il loro voto, con chi stare".

Lega Nord: “Riforme vanno avanti”
- "La sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento non bloccherà l'azione del Governo. Il cammino delle riforme prosegue con i tempi e i modi già stabiliti e per la Lega non cambia nulla". Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo della Lega di Camera e Senato, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo.

Bocchino (Fli): “Sentenze si rispettano”
- La decisione sul legittimo impedimento? Le decisioni della Consulta "vanno semplicemente rispettate". E' la risposta del capogruppo dei deputati di Fli, Italo Bocchino, che aggiunge: il presidente del Consiglio "ha detto che non ha nulla da temere, che qualsiasi decisione non avrebbe inciso sulla vita della legislatura e sull'attività di Governo. Prendiamo per vere le sue parole e quindi nulla cambia".

Chiamparino (Pd): "Sentenza di buon senso" - “A caldo la sentenza mi sembra una cosa di buon senso perché toglie qualsiasi alibi o pretestuosità nell’uso del legittimo impedimento”. Questo il commento dell’esponente del Pd Sergio Chiamparino a Sky Tg24. “Mi sembra che vada in contro al buon senso del cittadino. L’uso politico poi – ha aggiunto il sindaco di Torino - può essere di qualunque tipo; certo, potrebbe anche accrescere le contraddizioni che ci sono nella maggioranza”.

Di Pietro (Idv): "Serve referendum"
- "La Corte costituzionale, pur riconoscendo la illegittimità di diverse norme, di una terza legge che Berlusconi si è voluto fare per non farsi processare, ha fatto rientrare dalla finestra quel che essa stessa ha messo fuori dalla  porta e cioè che il presidente del Consiglio possa svolgere qualsiasi attività consequenziale e coessenziale alle funzioni di governo e questo consiste in legittimo impedimento. Conoscendo Berlusconi, anche quando andrà al bagno sarà un'attività consequenziale all'attività di governo". Così Antonio Di Pietro a Sky Tg24 commenta il verdetto della Consulta sul legittimo impedimento. “Per questa ragione -conclude l'ex pm- il referendum è l'unica arma a disposizione dei cittadini per bocciare una legge ancor più illegittima, perché lo dice la Corte costituzionale, ma soprattutto immorale".

Finocchiaro (Pd): “Mi aspetto reazione sopra le righe”
- "Non c'era bisogno di essere né cattivi né comunisti per capire che la legge sul legittimo impedimento sarebbe stata, come sembra emergere dalla lettura delle prime agenzie sulla sentenza della Consulta, sostanzialmente bocciata". Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, che aggiunge: "La Consulta ha infatti bocciato l'automatismo disposto dalla legge e la certificazione di  Palazzo Chigi e ha rimesso ai giudici la valutazione relativa al rinvio dell'udienza per contemperare le esigenze della giurisdizione con quelle dell'esercizio del diritto di difesa e della tutela della funzione di governo. Mi sembra chiaro che a saltare è l'impianto complessivo della legge. Cosa succederà sul piano politico ora? Non so, certo mi aspetto dal premier e dai suoi consiglieri qualche reazione sopra le righe".

Il Popolo viola festeggia
- I rappresentanti del popolo viola presenti davanti al palazzo della Consulta a Roma hanno stappato una bottiglia di spumante dopo aver appreso della parziale bocciatura del cosiddetto legittimo impedimento da parte della corte costituzionale. "Stappiamo il tappo dalla bottiglia - ha detto il portavoce del popolo viola, Gianfranco Mascia - nella speranza di togliere il tappo dall'Italia, il tappo di Berlusconi". "Questa sentenza parziale - ha detto ancora Mascia - e' per noi un fatto positivo e importante. Ci fa capire che la legge deve essere uguale per tutti e Berlusconi deve essere giudicato come un normale cittadino".

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