Casini: "Al paese offriamo patto di pacificazione"

Pier Ferdinando Casini
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Il leader dell'Udc manda segnali a governo e opposizione: "sfidiamo Berlusconi a elevare la qualità del suo governo". E al Pd: "Decida con chi allearsi. Una coalizione da Vendola al Terzo Polo è impossibile"

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"Offro un patto di pacificazione. Sosterremo le iniziative serie". Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Il patto non è offerto a Berlusconi: "Non a lui - spiega Casini - ma all'Italia, proponiamo una scelta di responsabilità. E di pacificazione. Al presidente del Consiglio suggerisco: non gingillarti su un parlamentare in più o in meno. E' una scorciatoia pensare che un partito che sta all'opposizione e oggi ha preso l'iniziativa di un nuovo polo, possa sedersi su qualche poltrona ministeriale di cui non ci importa assolutamente nulla. Ed è degradante la presunzione di autosufficienza che si scontra con realtà". Casini afferma che se "il governo porterà in parlamento iniziative serie, l'Udc le sosterrà. Se il governo proporrà cose che riteniamo sbagliate, ci opporremo. Non possiamo essere una forza di complemento della maggioranza - spiega - ma sfidare il premier a elevare la qualità del suo stesso governo. Obama ha fatto la riforma del fisco con l'opposizione. Berlusconi è disponibile a fare ciò che gli chiediamo a sostegno delle famiglie?".

E riferendosi quindi al federalismo, Casini sottolinea che "è già stato votato, e noi siamo stati gli unici a votare contro. Oggi siamo ai decreti attuativi. Siccome si discute di imposte locali, abbiamo proposto che anche in questo contesto si tenga presente la necessità di salvaguardare le famiglie. Il quoziente familiare era nel programma del Pdl. Sappiamo benissimo che oggi sarebbe difficilmente compatibile con i conti pubblici. Però tra il quoziente famigliare e il nulla c'è una prateria. Qualcosa va fatto. Il nostro giudizio politico sul federalismo non è cambiato. Il voto dei prossimi giorni ha un suo forte contenuto di tecnicalità. Noi vogliamo che i nostri tecnici lo migliorino, e ci riserviamo una valutazione con gli amici delle altre forze politiche che con noi compongono questo nuovo polo".

Secondo il leader dell'Udc il ricorso alle elezioni, ora, sarebbe un errore ma "se si pensa di farci una concessione a non andare ad elezioni anticipate, per carità: andiamoci pure". Un invito al Partito Democratico a scegliere con chi allearsi: "Come si fa a pensare di poter proporre a un paese come l'Italia una coalizione da Casini a Vendola? Sarebbe una coalizione incapace di governare. E quindi un regalo enorme a Berlusconi". E il polo della nazione? "Oggi è un cartello elettorale - spiega ancora Casini - in cui ciascuno sta secondo la sua individualità e la sua sensibilità. E' chiaro che al momento giusto faremo una proposta chiara, lineare, definita per il governo del Paese. Un'idea diversa dalle suggestioni che ci hanno abbagliato in questi anni".

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