Napolitano: "Rispetto del tricolore deve essere di tutti"

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Reggio Emilia
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Il presidente della Repubblica dà il via alla festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia. "Tutti devono impegnarsi per le celebrazioni". Bossi: "Festeggeremo a federalismo approvato". Il capo dello Stato: "Lavoriamo per superare i limiti del centralismo"

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Rispettare la Costituzione e il tricolore, soprattutto per chi ha responsabilità di governo, è un obbligo. Monito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'apertura delle celebrazioni per il 150esimo dell'Unità d'Italia a Reggio Emilia.

Il monito di Napolitano - "Dato che nessun gruppo politico ha mai chiesto che vengano sottoposti a revisione quei principi fondamentali della nostra Costituzione ciò dovrebbe significare che per tutti è pacifico l'obbligo di rispettarli - ha detto il presidente - Comportamenti dissonanti, con particolare riferimento all'articolo sulla bandiera tricolore, non corrispondono alla fisionomia e ai doveri di forze che abbiamo ruoli di rappresentanza e di governo". Rivolgendosi poi direttamente alla Lega, il Capo dello Stato ha sottolineato: "A forze politiche che hanno un significativo ruolo di rappresentanza democratica sul piano nazionale, e lo hanno in misure rilevante in una parte del Paese, vorrei dire che il ritrarsi o il trattenere le istituzioni, dall'impegno per il centocinquantenario non giova a nessuno".

La risposta della Lega - Dal Carroccio viene la risposta del governatore del Veneto, Luca Zaia: "La miglior risposta che il Parlamento può dare alle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia è approvare il federalismo. Lo stesso Napolitano ha spiegato che il federalismo non è più una scelta ma una necessità. Dunque, è il tempo che la necessità diventi realtà".

Dello stesso tenore la replica del leader Umberto Bossi: "Festeggeremo dopo che sarà approvato il federalismo". "Se non si attua il federalismo - ha aggiunto il senatùr all'Ansa - vorrebbe dire che 150 anni sono passati invano. Dobbiamo ricordare quel che disse Cavour a questo proposito. Perchè l'unità d'Italia col centralismo romano non va bene".

In serata è poi arrivata una risposta su questo punto dal Capo dello Stato: "Abbiamo ereditato questo Stato anche con le sue tare - ha detto Napolitano - è fondamentale che ci adoperiamo insieme per superarle. Mi auguro che ci ritroveremo tutti in questo spirito". Secondo il presidente della Repubblica, occorre "superare il vizio di origine del centralismo statale di impronta piemontese con cui nacque l'Italia unita, e bisogna farlo attuando il titolo V della Costituzione". Parole queste ultime gradite alla Lega.

"Ogni parola di Napolitano è una sorpresa positiva - ha commentato il ministro alla Semplificazione Calderoli - oggi non mi ero sbagliato nel ringraziarlo per la sua analisi dell'importante momento storico e le sue parole sulle tare del centralismo ne sono una conferma".

Sostegno al capo dello Stato dall'opposizione - Per l'opposizione, il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, del Pd, rileva: "Tricolore e Carta costituzionale rendono possibile la pacifica convivenza del pluralismo. Solo così la storia si tramanda di generazione in generazione. E' così che la nostra identità viene trasmessa in eredità e un popolo, con le tante comunità che lo compongono, può costruire un futuro degno".

Sostegno a Napolitano dal terzo polo, per Aldo Di Biagio (Fli): "Rimettere al centro dell'attenzione un simbolo di unità e di appartenenza nazionale come il tricolore rappresenta il lodevole punto di partenza per un percorso che deve innanzitutto coinvolgere i più giovani e vedere impegnate in prima linea le istituzioni".

Concorda il portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando: "E' inaccettabile pervertire il valore del federalismo trasformandolo, da occasione di affermazione di principi della legalità e dell'unità nazionale, in pretesto per alimentare egoismi territoriali e attentare all'unità del Paese".

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