Bossi: "Il federalismo deve passsare a metà gennaio"

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"La garanzia è Berlusconi, non dice mai balle" sostiene il leader della Lega dopo aver incontrato Tremonti, Calderoli e Castelli. E frena sull'apertura ai centristi di Casini: "Sarebbe una continuazione della palude romana"

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Tra il 17 e il 23 gennaio il federalismo "deve passare": Umberto Bossi è tassativo: "In quel periodo - afferma il Senatùr - c'è il problema che il federalismo deve passare l'ultimo decreto attuativo nella commissione bicamerale, quindi se non passa non possiamo portare il federalismo in Cdm. Noi non puntiamo i piedi, siamo amici di Berlusconi, l'importante è portare a casa il federalismo presto".

Le parole del leader della Lega arrivano dopo la cena trascorsa martedì 4 gennaio insieme a Tremonti, Castelli e Calderoli.  In quell'occasione, Bossi aveva già spazzato via le nuvole di una possibile frattura all'interno della maggioranza (e ad allontanare le voci insistenti di un Tremonti ai ferrri corti col premier, smentite dal diretto interessato) "La garanzia è Berlusconi", aveva detto.
Una garanzia che passa da quei numeri parlamentari che il premier continua ad assicurare per il prosieguo in sicurezza della legislatura. Dieci parlamentari in arrivo? Ampliamento della maggioranza? Bossi ci crede: "sì, sì - risponde - il capo del governo non dice mai balle".
E quasi a voler mostrare che nel rapporto tra i due - causa (giornalistica) la presenza del terzo incomodo Tremonti - non ci sia nemmeno una crepa, arriva puntuale (e puntualmente pubblicizzata da alcuni dei presenti all'esterno del ristorante) la telefonata di auguri di Silvio Berlusconi.

Ad annunciarla ai giornalisti sono stati i ministri Tremonti e Calderoli che subito hanno voluto sottolinearla chiedendo se non si fossero sentiti gli applausi.
Applausi e fischi, "ma all'americana", aggiunge Calderoli che con una battuta sembra comunque voler marcare il territorio leghista. Il ministro per la Semplificazione non ha infatti voluto abbandonare i toni perentori del Carroccio del 'federalismo o morte' e, al suo arrivo al ristorante ribadisce "quello che ha già detto Bossi: la Lega vuole il federalismo subito, altrimenti si vota".
Linea ferma anche sull'altro fronte difeso dai leghisti: l'apertura della maggioranza ai centristi di Casini. A scandirlo, dopo alcuni giorni di timidi ammiccamenti, è lo stesso Bossi secondo cui un'apertura all'Udc "non è possibile" perché "sarebbe una continuazione della palude romana".

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