Battisti, i dubbi di Fava: "È giusta una pena dopo 25 anni?"

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L'esponente di Sel (il partito di Vendola, l'unico a non essere sceso in piazza) commenta così le manifestazioni contro la scelta del Brasile di non estradare l'ex terrorista. "Ci fosse stato Sarkozy non ci sarebbero stati sit in"

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di Alberto Giuffrè

C'è la piazza del Pdl e c'è la piazza del Pd e di Di Pietro. Ma nei sit-in di protesta contro la decisione del governo brasiliano di estradare Cesare Battisti manca all'appello il partito di Nichi Vendola. Un silenzio che viene sottolineato sia dai giornali vicini al centrodestra che su Facebook dove sono in molti a chiedere al presidente della Regione Puglia un intervento sul caso.

A dare una risposta ci prova Claudio Fava, europarlamentare e coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, che a Sky.it spiega: "Scendere in piazza oggi mi sembra una cosa un po' patetica. Se al posto di Lula ci fosse stato Sarkozy non credo che ci saremmo ritrovati con i sit-in e le manifestazioni davanti alle ambasciate" (leggi anche le rivelazioni sul ruolo di Carla Bruni nella vicenda). Fava parla anche del rischio di strumentalizzare "una posizione debole come quella fatta da questo governo".

Non è stato giusto chiedere l'estradizione? "La richiesta è legittima ma c'è un problema che riguarda il tempo trascorso: è giusto eseguire una pena 25 anni dopo i fatti commessi?". Per l'esponente di Sel per tutti i reati, "quando passa tutto questo tempo bisognerebbe riflettere sulla sospensione della pena. Varrebbe lo stesso discorso anche per un mafioso".

Nessuno più di Claudio Fava ha i titoli per parlare delle richieste dei familiari delle vittime. Lui che il 5 gennaio 1984 ha visto morire il padre, il giornalista Giuseppe Fava, per mano della mafia: "Il diritto alla verità non è solo per i parenti. E' giusto sul piano emotivo ma non si riduce solo a questo aspetto", spiega. 

Ma allora è sbagliato scendere in piazza? "La scelta di manifestare è legittima. Mi chiedo però per quale ragione chi oggi è sceso in piazza non lo ha fatto per l'assoluzione della strage del Cermis, vicenda ben più scandalosa. Questa è indignazione a comando".

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