Università, Napolitano firma la legge. Ma restano criticità

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Il presidente della Repubblica ha accompagnato l'ok al provvedimento con una lettera in cui sollecita il governo a un confronto con tutte le parti sui punti controversi. Gelmini: "Terremo conto delle osservazioni". Gli studenti: "Ora nuova mobilitazione"

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato la legge recante "Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario", meglio nota come Riforma Gelmini.
Il capo dello Stato allo stesso tempo ha indirizzato una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri in cui si augura che, con successiva legislazione ministeriale, si risolvano le "talune criticità" riscontrate nel testo. "Auspico infine che su tutti gli impegni assunti con l'accoglimento degli ordini del giorno e sugli sviluppi della complessa fase attuativa del provvedimento, il governo ricerchi un costruttivo confronto con tutte le parti interessate", ha aggiunto il Presidente.

I rilievi di Napolitano
- Sono quattro gli articoli oggetto delle osservazioni del presidente della Repubblica. Si tratta innanzitutto dell'articolo dedicato ai professori aggregati (in cui il problema nasce da una ripetizione di due commi simili) e di quello sulle borse di studio: "non pienamente coerente con il criterio del merito - secondo Napolitano - nella parte in cui prevede una riserva basata anche sul criterio dell'appartenenza territoriale". Ma il presidente muove delle critiche anche all'articolo che definisce i limiti di reddito per i docenti con contratti a termine: "Appare di dubbia ragionevolezza - scrive Napolitano - nella parte in cui aggiunge una limitazione oggettiva riferita al reddito ai requisiti soggettivi di carattere scientifico e professionale". Infine il capo dello Stato chiede che la disciplina sui lettori stranieri segua la giurisprudenza della Corte Costituzionale, riconoscendo così i loro diritti all'interno dell'università italiana.

Gelmini: "Terremo conto delle osservazioni" - Ma per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nessuno dei rilievi di Napolitano "tocca elementi portanti e qualificanti della legge". "La promulgazione è un fatto positivo - dice la Gelmini - insieme al presidente Berlusconi terremo certamente conto delle osservazioni del Quirinale".

Gli studenti: "Nuove proteste" - A stretto giro arriva anche il commento dei movimenti studenteschi. "Non siamo sorpresi dal fatto che il presidente Napolitano abbia firmato la legge - fa sapere Claudio Riccio, portavoce del movimento studentesco Rete della Conoscenza - ora si chiude una fase di mobilitazione e se ne apre un'altra: ateneo per ateneo ci batteremo per svuotare il ddl Gelmini dall'interno, partendo dagli statuti che dovranno essere adeguati".

"Il presidente Napolitano ci ha ricevuto e ascoltato con rispetto, ma non ci aspettavamo che fosse lui a dare battaglia al posto nostro. A bloccare la riforma Gelmini dovranno essere gli studenti, i dottorandi, i precari, i ricercatori, i tecnici-amministrativi, tutti coloro che vivono sulla propria pelle la schiavitù della precarietà e il furto di futuro operato da questa riforma", il commento degli studenti di Link-Coordinamento Universitario.

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