Bondi: "Se serve sono pronto alle dimissioni"

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"Mi preparo ad affrontare la mozione di sfiducia con la coscienza a posto. Trovo la cosa politicamente disonesta e infondata". Così il ministro dei Beni Culturali parla in vista del voto alla Camera chiesto da Pd e Idv dopo i fatti di Pompei. L'INTERVISTA

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Il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha detto che non intende "mettere a rischio la
tenuta" del governo e che per questo è disposto se serve a rimettere il mandato, discutendo sul da farsi col presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
"Non sarò certo io a mettere a rischio la tenuta di questo governo", ha detto Bondi, che è anche uno dei tre coordinatori del Pdl, nel corso dell'intervista rilasciata a SkyTG24 dopo che nei giorni scorsi alcuni media hanno ipotizzato le sue dimissioni prima della discussione alla Camera di una mozione di sfiducia contro di lui.

"Sarei per primo disposto a rimettere il mio mandato" se servisse a creare una più vasta maggioranza, ha detto ancora il ministro, spiegando comunque che ne discuterà "innanzitutto col presidente del Consiglio". Bondi ha anche detto di non avere dubbi sulla vicinanza e sulla fiducia da parte di Berlusconi.
"Non mi è mai mancata la fiducia e credo, la vicinanza, del presidente del Consiglio", ha detto.

Alla vigilia di Natale "Il Giornale" - di cui è editore Paolo Berlusconi, fratello del premier - ha scritto che "il ministro pensa alle dimissioni" prima che a Montecitorio si discuta a inizio anno della mozione di sfiducia individuale presentata contro di lui da Pd e Idv dopo il crollo della cosiddetta "Casa dei gladiatori" nel sito archeologico di Pompei, avvenuto agli inizi di novembre. Nelle scorse settimane Bondi ha detto che non intendeva dimettersi, non ritenendo di essere responsabile del crollo.
Poi, più recentemente, ha rivolto anche un appello ai deputati del Pd per non essere sfiduciato.
Alla Camera, lo scorso 14 dicembre il governo ha ottenuto la fiducia per soli tre voti, anche grazie all'assenza di alcuni deputati. Ma dopo l'uscita dei finiani dalla maggioranza il rischio è che ogni votazione possa trasformarsi per l'esecutivo in una conta all'ultimo voto.

A Bondi viene anche contestato il taglio del Fondo unico per lo spettacolo, che il governo quest'anno ha portato a circa 260 milioni di euro, provocando scioperi e proteste nel mondo della cultura.
"Mi preparo con la coscienza a posto", ha detto il ministro nel corso dell'intervista. "Non ho ancora capito le ragioni per le quali... (Pd e Idv) non hanno chiesto le mie dimissioni, ma
hanno presentato un mozione di sfiducia individuale". Il ministro ha definito l'iniziativa dell'opposizione "politicamente disonesta e pretestuosa".

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