La Lega contro Fini: "La Camera discuta le sue dimissioni"

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"Ha tenuto nelle ultime settimane atteggiamenti discutibili che ledono la dignità del Parlamento". Con questa motivazione il Carroccio chiede un dibattito in Aula per discutere il ruolo della terza carica dello Stato

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La Lega apre il dossier delle dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della Camera. Il capogruppo del Carroccio a Montecitorio, Marco Reguzzoni, scrive una lettera allo stesso Fini, all'ufficio di presidenza e ai capigruppo di tutti i partiti per chiedere che nella prossima riunione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio si valuti un dibattito parlamentare sul suo ruolo. Una richiesta subito appoggiata dal Pdl, che ne era a conoscenza, e che la definisce "assolutamente opportuna" con il portavoce del partito Daniele Capezzone. "No comment" dall'entourage del presidente della Camera che comunque, nei giorni scorsi, ha precisato più volte che non intende dimettersi.

Tutto il resto è "pura propaganda" per Futuro e Libertà che replica con Benedetto Della Vedova. Così come per l'Udc e per il Pd. Fini ha detto in più occasioni che non si dimetterà rivendicando l'imparzialità della propria condotta dei lavori della Camera. Ma la pratica si ripresenterà subito alla ripresa, quando verrà posta dal Carroccio nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio l'11 gennaio.
La calendarizzazione del dibattito, puntualizza Reguzzoni, non deve per forza portare a un voto dell'Aula, ma "è necessario che il Parlamento possa esprimersi". Non è una richiesta di dimissioni, specifica la Lega, perché "questa scelta sta nella coscienza di ognuno", ma, "se è possibile sindacare l'operato del presidente della Repubblica quello della Camera non può essere insindacabile".

Per la Lega Fini ha travalicato le sue prerogative in particolare quando ha chiesto le dimissioni del premier prima che si votasse la sfiducia in Aula a Montecitorio. E ancora ricevendo le dimissioni del ministro e dei sottosegretari di Fli e cercando di convincere i suoi parlamentari a votare contro il governo il 14 dicembre. "Abbiamo tollerato tutto questo - dice Reguzzoni - in un momento di concitazione politica ma non possiamo tollerare oltre e le dichiarazioni di questi giorni fanno capire che lui vuole andare avanti così". Con un atteggiamento che per il Carroccio è quello di un "leader dell'opposizione".

"E' pura propaganda", dice in proposito Della Vedova, che attacca: "Siccome non si può mettere in discussione la sua gestione della Camera lo si attacca per le sue idee politiche". E' una richiesta "strumentale e inopportuna", sostiene il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione.
E in difesa di Fini si schiera anche il Pd: "Speriamo - dice il vice capogruppo Gianclaudio Bressa - che qualcuno regali una copia del regolamento e della Costituzione a Reguzzoni così la prossima volta si evita di fare proposte così strampalate".

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