I delusi dell'Idv abbandonano Di Pietro e ripartono dal web

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Cresce il malcontento nel partito dell'ex pm dopo il voto del 14 dicembre. Su Facebook i fuoriusciti preparano un movimento dal basso: "perché - dicono - nell'Italia dei Valori la legalità tanto strombazzata non è poi applicata"

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di Giulia Floris


"Un Sereno Natale ed un Felice Anno Nuovo a quanti hanno in cuor loro deciso di NON RINNOVARE LA TESSERA di ITALIA dei VALORI nel  2011... La prima buona notizia per il nuovo anno". Secondo quanto si legge sul web, si prospettano feste non proprio serene per Antonio Di Pietro, dopo che i voti dei fuoriusciti dal suo partito sono stati determinanti per salvare il governo Berlusconi e dopo che il malumore, all'interno della base dell'Idv, si fa sempre più evidente.

Spia chiara del malessere, i gruppi su Facebook Sos Italia dei valori e l'Italia dei veri valori, che continuano a guadagnare iscritti e che sono stati fondati dai delusi dal partito che si presenta come il paladino della legalità ma che, per molti di loro, ha fallitto l'obiettivo.
Il primo movimento in ordine di tempo, Sos Italia dei valori, è stato fondato nell'ottobre del 2009 e conta più di 2mila iscritti. "E' nato da una necessità etica - raccontano i fondatori a Sky.it - quella di informare l'elettorato che la legalità tanto strombazzata dal partito non era poi applicata, come ha potuto sperimentare chi come noi ha militato per anni nell'Idv".
La mancanza fondamentale dell'Italia dei Valori, per i fuoriusciti, è stata quella di non aver applicato rigidi criteri di selezione nella scelta dei candidati: "Si sono imbarcate persone per i pacchetti di voti che portavano più che per le loro qualità - continua un ex militante - e anche Di Pietro ha commesso lo stesso errore: ha messo in atto ragionamenti mercantili, guardando più ai numeri che al valore degli individui". Nessuna sorpresa dunque tra i delusi, per le vicende del 14 dicembre: "E' stata la naturale conseguenza di criteri di selezione sbagliati".

Quasi 4mila invece gli iscritti al gruppo l'Italia dei Veri Valori, movimento nato in novembre, che conta 15 sezioni regionali, come quella del Veneto, alla cui pagina facebook aderiscono oltre 2000 persone, o quella della Sardegna (più di 400 iscritti). Proprio i militanti sardi, sarebbero stati protagonisti di una contestazione nei confronti del leader del partito che, secondo quanto racconta il sito il Tribuno, mai tenero con l'ex pm, avrebbe replicato scomunicando i dissidenti: "Chi aderisce a quel movimento - avrebbe detto Di Pietro nel corso di una riunione Idv nel capoluogo sardo - è fuori dal partito".

Ma i 'ribelli' (che, secondo quel raccontano alcuni di loro, a Macerata hanno accolto l'ex pm con un lancio di monetine di craxiana memoria) a quanto sembra, non avrebbero molta intenzione di restare "dentro". Il 17 dicembre si sono incontrati a Bologna con l'intenzione di creare "un movimento dal basso", in cui, spiegano "le singole strutture cittadine avranno piena autonomia ed esprimeranno i propri delegati alle strutture provinciali, e così via fino al nazionale". "Niente doppi incarichi - dicono - nemmeno all'interno del movimento. Niente loghi di proprietà personale. Niente tessere. Controllo rigido in entrata per evitare i soliti "poltroni". E il loro manifesto sarà innanzitutto "una lettera di scuse agli elettori" per quello che l'Idv non è riuscita a realizzare.

Ma a chiedere una riflessione sulla moralità all'interno del partito, non è solo la base. In una lettera aperta del 23 dicembre tre esponenti di primo piano del partito come Luigi de Magistris, Sonia Alfano e Giulio Cavalli, si sono rivolti al loro leader con toni duri: "Nell'Idv - dicono - oggi c'è una spinosa e scottante 'questione morale', che va affrontata con urgenza, prima che la stessa travolga questo partito".

A stretto giro la replica, al vetriolo, di Di Pietro, (che all'indomani del voto di fiducia aveva detto "Sento in me la responsabilità politica di due onorevoli che hanno tradito il partito"): "Mi auguro che dopo questa lettera possiate anche voi impegnarvi, nel partito e per il partito, con la stessa determinazione e umiltà con cui migliaia di militanti si stanno adoperando. E, soprattutto, voglio credere che tutto questo lo facciate per il bene del partito". Poi, rincara la dose con un videomessaggio pubblicato sul suo blog alla vigilia di Natale: "L'Idv è un partito trasparente, ci sono erbacce ma ce ne libereremo".

Il confronto e lo scontro proseguono così sia dentro che fuori dall'Idv.
In gennaio, la base degli ex seguaci di Di Pietro si doterà di un organigramma e presenterà ufficialmente il movimento. Nell'attesa niente personalismi e niente interviste individuali, forse per la consapevolezza delle insidie che protagonismi e rivalità nascondono anche per i movimenti nati "dal basso", come la vicenda del popolo viola, irrimediabilmente spaccato solo un anno dopo la sua nascita, insegna.

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