Scuola, bagarre in Senato. Si vota nel caos

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In Aula si infiamma la discussione sul ddl Gelmini. La presidente di turno ignora il brusio e va avanti a tutta velocità. Schifani: "Voto da ripetere". Il via libera definitivo potrebbe slittare a giovedì. Intanto gli studenti preparano la mobilitazione

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(In fondo all'articolo i video del ddl Gelmini)

Caos nell'aula del Senato durante il dibattito sulla riforma di scuola e università. La discussione si è infiammata per una disputa procedurale nel merito di due norme in contraddizione tra loro, ma la presidenza con Rosy Mauro ha respinto le obiezioni e ha proseguito con le votazioni. A quel punto, Anna Finocchiaro (Pd) ha definito quella adottata "dalla presidenza e dagli uffici, una soluzione fantasiosa" e ha chiesto la convocazione della Giunta del regolamento.
La presidente di turno ha però continuato ignorando il brusio crescente di disapprovazione che arrivava dai banchi delle opposizioni: il voto degli emendamenti è così proseguito a gran velocità nell'Aula ormai in subbuglio, tra un "vergogna" e "più rispetto per la presidenza" (guarda il video in fondo all'articolo). Alla fine però le proteste sono state così veementi e urlate da costringere la presidente di turno a sospendere la seduta per dieci minuti.

Infine, il presidente del Senato Renato Schifani, a conclusione di contatti informali con i capigruppo e i vicecapigruppo di maggioranza e di opposizione, ha deciso di far ripetere le votazioni sugli emendamenti dal 6.21 al 6.32 del ddl Gelmini.
I senatori del Pd e dell'Italia dei Valori hanno però deciso di non partecipare a nessuna delle votazioni che Schifani ha deciso di far ripetere.

In occasione del voto finale del ddl che ha già ricevuto l'ok dalla Camera, e che dopo gli ultimi rallentamenti ai lavori potrebbe slittare a giovedì, il mondo degli studenti è già mobilitato e intenzionato a manifestare il proprio dissenso.
Alla luce, però, degli scontri che solo una settimana fa hanno devastato la Capitale, le forze dell'ordine e la politica guardano con attenzione e preoccupazione i presidi e i cortei organizzati in tutta Italia.

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, a poche ore dal voto sulla riforma, afferma che le proteste pacifiche sono "una spia di malessere" che una democrazia "non può ignorare" ma che nessuna sponda va concessa ai violenti. Il presidente del Consiglio Berlusconi dichiara, invece, di "non capire le manifestazioni degli studenti", mentre il ministro dell'Istruzione Gelmini lancia un appello ad abbassare i toni. Invito, questo, forse rivolto anche Maurizio Gasparri che aveva proposto "arresti preventivi contro i violenti".

Il video della bagarre in Senato



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