Berlusconi: "Esiste un accordo tra Fini e i magistrati"

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
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Secondo il presidente del Consiglio la riforma sulle intercettazioni sarebbe stata bloccata da un patto tra il leader di Fli e l'Anm. "Se si votasse oggi il Pdl sarebbe al 31%". Poco dopo però smentisce: “Non ho rilasciato dichiarazioni”

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Nuovo attacco di Silvio Berlusconi alla magistratura. Il premier, intervenendo a un pranzo con i parlamentari europei del Pdl, ha sostenuto che esiste un accordo tra Gianfranco Fini e l'Anm in base al quale il presidente della Camera non farà niente contro i magistrati ed in cambio Fini e i suoi uomini "saranno protetti".  In questo quadro, secondo quanto riferito da diversi partecipanti, si inserisce, a detta del premier, lo stop alla riforma delle intercettazioni. Il Cavaliere ha sostenuto che il presidente dell'Anm, Luca Palamara, ha consegnato quattro emendamenti alla signora Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera.

Ma se si vogliono fare le riforme, prosegue il Premier, bisogna "allargare la maggioranza". Berlusconi si è detto convinto che ci saranno diversi esponenti di Fli e delle altre forze in Parlamento che voteranno a sostegno dell'esecutivo. Il Cavaliere ha citato le riforme in cantiere, facendo riferimento alla riforma della giustizia, alla riforma tributaria e alla riforma delle intercettazioni.

Il Cavaliere però non teme il voto. Se si dovesse tornare alle urne secondo il premier il Pdl sarebbe al 31%, Fli al 3,4 mentre Pier Ferdinando Casini si attesterebbe al 6% "ma solo perché piace alle signore e perché, al pari di Di Pietro, gode di una sovraesposizione mediatica". Il presidente del Consiglio ha ripetuto la sua intenzione di abrogare la legge sulla par condicio.  Fini, è il ragionamento di Berlusconi, "si è portato in un'rea di non voto, un'area che non esiste" ed è destinato a sparire.

La smentita - "Oggi non ho fatto nessuna dichiarazione pubblica tranne quelle che sto facendo a voi". Silvio Berlusconi risponde così al Quirinale a chi gli chiede delle affermazioni fatte agli eurodeputati del Pdl sui rapporti tra Fini e l'Anm. Il premier ha poi ribadito di voler andare avanti e di sperare in un allargamento della maggioranza a singoli deputati e di non contare su un ingresso dell'Udc nell'esecutivo.

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