Governo, ecco tutte le scadenze parlamentari a rischio

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L'esecutivo ha ottenuto la fiducia e il premier rivendica il risultato alle Camere ma è caccia ai voti. La maggioranza è risicata: dal dl rifiuti alla fiducia a Bondi il percorso sembra pieno di ostacoli. Ecco il calendario dei provvedimenti da approvare

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E' il momento di fare i conti. E di dare uno sguardo al calendario. Berlusconi ieri ha vinto. Incassata la fiducia, il governo si trova ora a dover far fronte a una serie di scadenze parlamentari che potrebbero creare più di qualche intoppo. La maggioranza è risicata. Da 62 a 3 deputati: da inizio legislatura, infatti, il governo Berlusconi ha visto la maggioranza assottigliarsi alla Camera di quasi 60 voti e gli acquisti (dagli scissionisti dell'Udc ai fuoriusciti dall'Idv) non hanno compensato le perdite.
Il day after il 14 dicembre, inoltre, sancisce definitivamente un altro cambiamento: "Noi da oggi siamo una forza d'opposizione - precisa Gianfranco Fini, leader di Fli, che aggiunge - Perché trattare?".  Il presidente della Camera lo ha ripetuto più volte ai suoi che quella di Berlusconi è una vittoria di Pirro, che con pochi voti di vantaggio non potrà certamente andare avanti.

Insomma, ora il governo, galvanizzato dal voto, ha comunque di fronte un percorso ad ostacoli soprattutto se il premier Berlusconi non riuscirà ad allargare la maggioranza all'Udc o a quei deputati delusi dai loro partiti.
Si parla di decreto rifiuti, riforma Gelmini, voto di sfiducia al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi e al ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli.

Le prime avvisaglie si sono già viste con l'appuntamento in Aula di Montecitorio sul decreto sui rifiuti: calendarizzato per la mattina di mercoledì 15 dicembre, sembrava dovesse saltare a data da destinarsi. Alla fine, invece, l'esame è slittato al tardo pomeriggio. Il decreto legge, infatti, scade il 25 gennaio. Il tempo stringe.
Dovrebbe invece andare tutto liscio per il ddl Gelmini in calendario al Senato dove la maggioranza è blindata. La data per l'approvazione potrebbe essere già il prossimo 22 dicembre.
Il centrodestra sarà comunque chiamato a una serie di prove che andranno dal decreto economico di fine anno alla mozione di sfiducia al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi per il crollo a Pompei. In corso di esame ci sono, poi, i decreti attuativi del federalismo fiscale riguardanti il fisco di Comuni e Regioni e i costi standard della Sanità, il vero cuore del provvedimento che sono o saranno a breve all'esame della commissione bicamerale per il federalismo fiscale.
All'ordine del giorno anche la mozione di sfiducia dell'Idv per Roberto Calderoli: per Di Pietro, il ministro avrebbe abolito una norma sulle associazioni di carattere militare con scopi politici solo al fine di evitare un processo a 36 militanti leghisti membri della "Guardia nazionale Padana".



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