Quando la Polidori diceva: voterò contro, siamo una squadra

Catia Polidori (a sinistra), Fabio Granata e Flavia Perina con in mano il simbolo di Fli
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A sorpresa la deputata finiana ha appoggiato il governo, scatenando rissa, polemiche e insulti sul web. Barbareschi: "Aveva confermato il no poi ha detto che aveva problemi col Cepu". Ma la deputata smentisce la parentela con il fondatore dell'istituto

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di Alberto Giuffrè

"Il denaro nella cultura e nella società". "L'imprenditore tra etica e formazione". Adesso che le accuse di compravendita si fanno sempre più forti, i titoli delle pubblicazioni nel curriculum di Catia Polidori rischiano di prestare il fianco alle accuse dei suoi nemici. E' anche grazie al suo voto infatti che Silvio Berlusconi ha ottenuto la fiducia alla Camera dei deputati. Proprio lei che il 2 dicembre, quando erano emersi i primi sospetti di un dietrofront, aveva dichiarato all'Adnkronos: "La notizia è del tutto destituita di fondamento. Il gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia è coeso e compatto". Nelle stesse ore le sue dichiarazioni venivano rilanciate anche dall'Ansa: "Voterò la sfiducia al governo Berlusconi per senso di responsabilità. Siamo una squadra".

La home page del suo sito, offline il giorno dopo il voto alla Camera, annunciava, il 14 dicembre, lavori di manutenzione con un "torneremo online il più presto possibile", ma una ricerca tra le pagine interne rivelava un forum riempitosi, nelle ore successive alla votazione, di insulti, per lo più irrripetibili, oltre all'archivio delle sue dichiarazioni. In una delle ultime annunciava anche di aver presentato a Gianfranco Fini la nascita dell'associazione da lei promossa "Fli per l'Umbria".

Nata a Città di Castello, in provincia di Perugia, nel 1967, Catia Polidori viene dal mondo dell'imprenditoria e siede nei consigli di amministrazione delle tre aziende di famiglia. Molti indicano in Francesco Polidori, fedelissimo di Berlusconi, meglio conosciuto come Mister Cepu, suo cugino. Ma la deputata smentisce e, in un'intervista al Corriere della Sera del 15 dicembre, nega qualsiasi "legame di sangue" col fondatore dell'istituto, anche se poi aggiunge, "Con Polidori siamo legatissimi".

Proprio la presunta parentela con l'inventore del Centro europeo di preparazione universitaria è diventata la scintilla che ha fatto scoppiare la polemica dopo il voto di fiducia. Il primo a sfogarsi è stato il finiano Luca Barbareschi: "Aveva confermato il no alla fiducia e poi stamattina ha detto che aveva problemi con il Cepu. Ma vi rendete conto che cosa sta succedendo? Siamo alla corruzione di Pubblico Ufficiale".
A rispondergli il deputato del Pdl Rocco Ghirlanda che nega la parentela tra i due: "Conosco Catia Polidori da tanti anni e so benissimo che nessun rapporto di natura economica è intrattenuto da parte sua con aziende quali la Cepu, né mai è esistito. Si tratta solo di un caso di omonimia, tra l'altro territoriale. Piuttosto Barbareschi si preoccupi dei soldi sprecati dalla Rai, soldi pubblici, a seguito dei suoi programmi da lui diretti".

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