Fiducia: il governo la spunta per 3 voti, Fli si spacca

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Rissa in Aula durante la "conta": 311 per la sfiducia, 314 contrari. Decisivi i voti degli ex finiani Catone, Siliquini e Polidori. Di Pietro al premier: vada alle Bahamas. Replica Cicchitto: laureato semianalfabeta. Bersani: comunque una sconfitta

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La sfiducia non passa - Silvio Berlusconi vince per 3 voti. Il governo ha superato la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni alla Camera per una manciata di voti. Al voto hanno partecipato 627 deputati su 630, i voti contro la sfiducia sono stati 314, quelli a favore 311, gli astenuti sono stati due. In precedenza l'esito, scontato, del voto al Senato aveva visto il governo ottenere la fiducia con 162 voti a favore su 308 votanti.
Intanto la situazione resta molto tesa nella Capitale dove, in vista dei cortei organizzati a Roma (GUARDA LE FOTO), migliaia di persone sono scese in piazza e stanno continuando a protestare.

Il Pdl chiede a Fini di dimettersi - "Dimettiti, dimettiti", così in Transatlantico alla Camera un gruppo di deputati del Pdl ha salutato il passaggio del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo l'esito del voto in Aula che ha bocciato la mozione di sfiducia. Fini è uscito dall'aula scortato dai commessi e si è diretto verso il suo studio.

Tensione anche in Aula - Gli interventi in Aula nel corso delle dichiarazioni di voto non hanno risparmiato momenti di tensione interrotti da applausi e fischi. Scoppia il caos quando Katia Polidori (Fli) vota per il governo (GUARDA IL VIDEO) tra gli applausi dei deputati del Pdl. Decisivi anche i voti degli ex Fli Catone e Siliquini e dei tre deputati del Movimento di responsabilità, Scilipoti, Calearo e Cesario. In favore del governo si è schierato anche l'ex Idv Antonio Razzi del gruppo Noi Sud. Dello stesso gruppo fa parte il deputato Antonio Gaglione, un medico, che non ha quasi mai votato in aula dall'inizio della legislatura e che pure in questa occasione è risultato assente dal voto assieme a Moffa di Fli. Astenuti i due deputati altoatesini della Svp. Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo consuetudine non ha votato. Sulla carta il centrodestra (escludendo Gaglione) poteva contare su 309 voti (compresi il liberaldemocratico dissidente Grassano e Cesario del gruppo di Scilipoti, che già aveva votato la fiducia il 29 settembre scorso) a cui si sono aggiunti quelli di Scilipoti e Calearo e quelli di Catone, Siliquini e Polidori, per un totale appunto di 314. Le opposizioni avevano sulla carta 315 voti, ma le defezioni di tre Fli e il non voto di un altro del Fli come Moffa hanno portato il risultato finale a 311.
Di seguito alcune delle dichiarazioni di voto più forti in Aula.

Di Pietro attacca Berlusconi -
Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro (GUARDA L'INTERVENTO) dice a Berlusconi, nel suo intervento nell'Aula di Montecitorio, che "l'impero di cartapesta" del premier è giunto al capolinea. Berlusconi per un po' resiste, dopodiché si alza e abbandona i banchi del governo insieme a tutti i deputati del Pdl. Immediata la reazione del leader dell'Idv: "Pavido, fuggiasco, presidente del Consiglio che fugge. Scappi vada alle Bahamas... Vada anche lei a nascondersi. Questo lo aspetta: affidarsi alla magistratura o fuggire... Questo aspettano i cittadini che non si sono fatti infinocchiare dalla sua propaganda fascista".

Cicchitto contro il leader dell'Idv - Il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha rivolto un passaggio del suo intervento al leader dell'Idv Antonio Di Pietro definendolo "un laureato semi analfabeta". I deputati del Pdl applaudono a lungo, ma Di Pietro, con l'indice su labbra e naso fa segno ai suoi di non reagire alla provocazione. Solo quando Cicchitto parla della mozione di sfiducia al governo Di Pietro, apre e chiude le dita verso l'alto gridando "avete paura vero?". 

Casini: basta delirio di autosufficienza - Un ultimo, estremo, appello a Silvio Berlusconi a impedire la conta è arrivato, invece, dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. "Mi auguro che voglia fermare in zona Cesarini la dissennata corsa verso l'ignoto o, meglio, il noto: le elezioni". E ha aggiunto: "L'alternativa c'è, presidente Berlusconi, e io gliela ho indicata in pubblico e in privato già da sei mesi: smetta con questo delirio autosufficienza e si rivolga alle forze responsabili in parlamento in nome dell'Italia", ha spiegato.

Bocchino: i traditori stanno con Berlusconi - "Lei non ha armonizzato il centrodestra, lo ha diviso. Ho il dovere di respingere al mittente l'accusa di tradimento. Ho cominciato a fare politica nel Fronte della gioventù e giù allora il mio leader era Fini. Se ha bisogno di  trovare un traditore si giri attorno a lei...". Così Italo  Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera nel suo intervento in Aula. (GUARDA L'INTERVENTO)
"Il centrodestra - aggiunge - non è Mediaset, non è il marchio di una sua holding... Non esiste in Italia un beneficiario della Prima Repubblica come lei, presidente del Consiglio. Ci faccia lezione su come si diventa ricchi, ma non su altro. Lei ci ha espulso per lesa maestà, si serve dei voti dell'opposizione per cacciare brutalmente chi è stato eletto in maggioranza. Il ribaltone li fa lei".

Bersani: comunque vada per il governo sarà una sconfitta - "Noi dell'opposizione siamo tranquillissimi perché, comunque vada, per voi sarà una sconfitta", parola del leader del Pd Pier Luigi Bersani (GUARDA L'INTERVENTO). "Qual è il meglio che lei può aspettarsi da questa giornata presidente Berlusconi? Vendersi per un giorno la vittoria di Pirro. Un voto in più dopo averne avuti cento", ha sottolineato il leader del Pd. E neppure "il sollievo del naufrago": "Il giorno dopo, ma proprio il giorno dopo sarebbe daccapo con la testa sott'acqua. Lei sa che non è più in grado di garantire stabilità di governo", ha insistito.

Fiducia al Senato - A Palazzo Madama, come previsto, il governo Berlusconi ottiene la fiducia. 162 i sì all'esecutivo, contrari 135, astenuti 11. Pdl e Lega hanno votato a favore. Pd, Idv, Udc, Api e due senatori Mpa hanno votato contro. Svp e senatori a vita non hanno partecipato al voto.
Fli, come dichiarato da Pasquale Viespoli in Aula si è astenuta e ha rinnovato a Berlusconi "Escludo assolutamente le mie dimissioni" ha risposto il presidente del Consiglio, che ha aggiunto: "Sono sereno e ottimista. Penso di avere i numeri".

Undici gli astenuti a Palazzo Madama - Nell'incassare il voto di fiducia al Senato con 162 sì, il presidente del Consiglio ha avuto oltre a 135 no dell'opposizione anche 11 astenuti. Dieci astensioni vengono dal gruppo del Fli, l'11esima è invece dell'ex senatore del Pdl, Enrico Musso, di recente passato al Gruppo Misto. Musso che è nato a Genova nel 1962 era stato candidato sindaco nel capoluogo ligure.

Quattro nuovi voti - Hanno votato a favore del governo i senatori dell'Union Valdotain, Antonio Fosson, Riccardo Villari del Gruppo Misto, Salvatore Cuffaro dell'Udc, e Sebastiano Burgaretta dell'Mpa.

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