Bday e tensioni, l'on. Pepe tira fuori la "seduta segreta"

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Curiosa proposta del deputato Pdl in vista del voto del 14 dicembre: dopo la vicenda della compravendita dei voti e visto l’arrivo dei manifestanti da tutta Italia “bisogna garantire l’incolumità” del Parlamento. E Fini scherza: “Vado a riflettere…”

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Ci mancava solo la “seduta segreta”. In vista del giorno cruciale in cui a Montecitorio verrà votata la sfiducia al governo, arriva anche la curiosa proposta dell’onorevole Mario Pepe (Pdl). Al termine del discorso in Parlamento del premier Silvio Berlusconi, il deputato ha chiesto la parola e ha spiegato che a minacciare la seduta di martedì 14 dicembre, oltre alla vicenda della compravendita dei voti, incombe anche l'arrivo di manifestanti "per far cadere il governo dal basso".

Per questo Pepe ha chiesto al presidente della Camera, Gianfranco Fini, di "convocare sulla base dell'articolo 64 della Costituzione il Parlamento in seduta segreta, al fine di garantire l'incolumità” di tutti.  L'articolo in questione recita: "Le sedute sono pubbliche: tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta".
Ma l’uscita di Pepe ha scatenato, più che timori, qualche sorriso. Tra cui quello del presidente Fini che ai giornalisti piazzati in Transatlantico ha detto prima di congedarsi: “Vado a riflettere sulla seduta segreta…”.

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