Berlusconi ai finiani: "Basta diktat, si va avanti"

Il premier Silvio Berlusconi durante il dibattito parlamentare
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Il premier interviene prima al Senato e poi alla Camera in vista della fiducia di martedì 14. Respinta la proposta di Futuro e libertà che chiedeva dimissioni immediate. L’opposizione: "Una scelta irresponsabile". VIDEO E FOTO

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Un lungo lunedì di passione. Silvio Berlusconi ha affrontato la prima delle due giornate decisive per capire se, dopo la rottura con i finiani, il suo governo otterrà la fiducia nei due rami del parlamento.
Dopo il discorso di lunedì 14 al Senato, il premier è intervenuto alla Camera dei deputati, ribadendo gli stessi concetti espressi qualche ora prima a Palazzo Madama, e provocando per questo la reazione stizzitta dell'opposizione che con Dario Franceschini (Pd) si è lamentato con il premier: "Berlusconi avrebbe potuto avere l'accortezza di non leggere lo stesso testo letto al Senato" (guarda il video nel player in fondo all'articolo).
E' però a Montecitorio che martedì 14 dicembre si misurerà infatti la tenuta del governo. E a tutt'ora, la situazione, numeri alla mano, non è ancora chiara.
Curiosa intanto la proposta del deputato del Pdl, Mario Pepe, che al fine di garantire l'incolumità del Parlamento ha chiesto durante il dibattito al presidente della Camera di convocare per martedì una "seduta segreta", scatenando qualche sorriso e anche la reazione divertita dello stesso Fini.

L'intervento e la replica del premier in Senato - Nella mattina di lunedì 13 dicembre, il premier è intervenuto al Senato, proponendo un nuovo patto di legislatura alle forze moderate (tra cui l'Udc e Futuro e libertà) e difendendo l'operato del governo su quanto fatto a L'Aquila e sui rifiuti a Napoli. Il Paese ha bisogno di continuità, ha detto Berlusconi, ed è follia politica aprire una crisi al buio.
Nella sua controreplica, avvenuta subito dopo l'intervento dei senatori, il premier ha inoltre respinto le accuse secondo cui avrebbe interessi personali nei rapporti con la Russia. "Voi stavate con l'Unione Sovietica quando non dovevate starci e ora che dovreste avere a cuore la federazione russa siete contro" ha detto rivolgendosi ai banchi di Pd e Idv.

Bersani: "Irresponsabile" - Un intervento bocciato nettamente dall'opposizione (guarda i video). Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha definito "irresponsabile" la determinazione del premier a non prendere atto della crisi. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha giudicato l'intervento di Palazzo Madama "ottimo" ma "per essere credibile - ha spiegato - mancava solo un chiarimento: la ragione per la quale non si va a dimettere".

La proposta dei finiani rispedita al mittente - Diversa, invece, la reazione dei finiani, che con il loro leader hanno già annunciato che comunque vada saranno all'opposizione.
Poco dopo l'intervento del premier al Senato, Futuro e Libertà ha proposto infatti a Silvio Berlusconi di recarsi domattina in Senato per ottenere la fiducia sulla quale garantirebbero l'astensione. In cambio, il presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi prima del voto alla Camera con la garanzia del sostegno del Fli a un governo Berlusconi-bis.
L'offerta, presentata al premier in un incontro alla Camera nel pomeriggio dai futuristi Silvano Moffa e Adolfo Urso e poi riconfermata durante la riunione del partito nella serata di lunedì 13 dicembre, è stata immediatamente respinta al mittente. "Nessuna ipotesi di dimissioni si va avanti", basta diktat, ha detto il premier.

ll voto di fiducia in diretta su SkyTG24 - Fino alla notte del 14 dicembre SkyTG24 dedica una maratona di 48 ore al passaggio parlamentare più delicato e storicamente significativo dell'esperienza di governo di Silvio Berlusconi; diretta fiume dall'interno delle aule di Camera e Senato per documentare gli interventi del presidente del Consiglio, il dibattito parlamentare, le dichiarazioni di voto e raccogliere a caldo umori e reazioni dei parlamentari.

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