Casini: il premier si dimetta prima del voto alla Camera

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Con il discorso al Senato, Berlusconi ha aperto la due giorni più lunga del governo. Anna Finocchiaro (Pd): "Intervento debole. La maggioranza è finita". Intanto, Di Pietro deposita un esposto sulla compravendita dei parlamentari

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Il giorno della resa dei conti. Lunedì 13 dicembre il premier Silvio Berlusconi ha posto la fiducia sulla mozione presentata al Senato a sostegno del governo da parte di Pdl e Lega, sulla quale si voterà martedì 14 dicembre. "Chiedo a nome del governo di porre la fiducia sulla proposta di risoluzione numero uno a firma Bricolo, Gasparri e Quagliariello", ha detto il presidente del Consiglio concludendo la sua replica dopo il dibattito in aula seguito all'intervento fatto in mattinata.
Un discorso, quello del premier, dai "toni alti", come da lui annunciato già domenica 12 dicembre, durante il quale ha aperto la porta ai moderati, proponendo un nuovo patto di legislatura a tutti i partiti che si riconoscono nell'area del Partito popolare europeo.

Bersani: il premier è irresponsabile - Pier Luigi Bersani ha bocciato il discorso di Silvio Berlusconi in Senato e ha definito "irresponsabile" la determinazione del premier a non prendere atto della crisi. "E' sempre più evidente che l'interesse del Paese sarebbe formalizzare la crisi e dare vita a un governo di responsabilità istituzionale, di transizione", ha spiegato il leader del Pd conversando con i cronisti alla Camera. "Solo l'irresponsabilità e un ego smisurato possono portare Berlusconi a non prenderne atto", ha aggiunto.

Finocchiaro: discorso debole - Per il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro invece si è trattato di "un intervento di stupefacente debolezza, probabilmente Berlusconi voleva tenere un profilo basso ma impressiona la totale assenza di riferimenti alle condizioni reali del Paese". "Non penso - afferma Finocchiaro - che un discorso del genere possa convincere chi ha deciso nella maggioranza di non votare la fiducia". E aggiunge: "Mi ha colpito il passaggio, immagino possa colpire l'immaginazione degli ascoltatori, con il quale il presidente Berlusconi ha detto: 'Attenzione c'è la possibilità di una crisi al buio e bisogna evitarla a tutti i costi'. Ma la verità è che finalmente si accende una luce su una crisi al buio strisciante che attraversa la maggioranza e che ha bloccato il governo, che ha impoverito il Paese e che dura da mesi".
Finocchiaro non fa pronostici sull'esito del voto, "ma comunque mercoledì niente sarà più lo stesso perché la maggioranza è finita e Berlusconi si è ridotto a fare il contabile".

Casini: il premier rassegni le dimissioni - "Se Berlusconi si dimette prima del voto dell'aula alla Camera allora vuol dire che crede in quello che ha detto al Senato, se no sono chiacchiere". Pier Ferdinando Casini attacca così il discorso con cui il premier Silvio Berlusconi ha chiesto la fiducia al Senato. Il leader dell'Udc giudica l'intervento di Palazzo Madama "ottimo" ma "per essere credibile - spiega - mancava solo un chiarimento: la ragione per la quale non si va a dimettere. Se Berlusconi ha a cuore la riunificazione dei moderati prima del voto si va a dimettere se no sono propositi ipocriti".

Esposto sulla compravendita dei parlamentari- Intanto, sulla questione della presunta compravendita di senatori è tornato il leader dell'Idv Antonio Di Pietro che ha presentato un altro esposto alla Procura di Roma, dopo quello di venerdì 10 dicembre. "Ho indicato - ha detto - fatti, circostanze e nomi". Rispondendo alla domanda se ci sono anche i nomi dei presunti mandanti, Di Pietro ha risposto "Sì".

Il voto di fiducia in diretta su SkyTG24 - Fino alla notte del 14 SkyTG24 dedica una maratona di 48 ore al passaggio parlamentare più delicato e storicamente significativo dell'esperienza di governo di Silvio Berlusconi; diretta fiume dall'interno delle aule di Camera e Senato per documentare gli interventi del presidente del Consiglio, il dibattito parlamentare, le dichiarazioni di voto e raccogliere a caldo umori e reazioni dei parlamentari.

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