Berlusconi: "Avrò la fiducia"

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
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Il Cavaliere lancia un audiomessaggio ai suoi sostenitori e si dice sicuro di superare l'esame parlamentare. "Non credo ci saranno tanti parlamentari che seguiranno i pifferai del terzo polo"

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Silvio Berlusconi torna a dire che "oggi l'Italia ha bisogno di tutto, tranne che di una crisi di governo e di una crisi di stabilità" e, nel messaggio per la giornata dei gazebo Pdl a sostegno del governo, rileva che "le agenzie internazionali di rating hanno confermato più volte la fiducia nell'Italia e nei nostri titoli di Stato, ma hanno posto una condizione precisa: che si mantenga la stabilità di governo. Se si realizzasse invece ciò che vogliono insieme i traditori del mandato elettorale e la sinistra, si aprirebbe una crisi politica al buio, una grave situazione di instabilità non certo gradita ai mercati. Un rischio che bisogna evitare".

Dunque, è anche "per scongiurare questo rischio", che, spiega ancora, "il 13 dicembre chiederò al Senato e alla Camera un nuovo voto di fiducia, dopo quello del 29 settembre, quando abbiamo avuto il consenso più ampio di tutta la legislatura". "Quel consenso - ricorda - è stato espresso sulle cinque azioni strategiche che completeremo entro la fine della legislatura e cioè la realizzazione del nostro programma di governo. Abbiamo già approvato il federalismo fiscale, che servirà anche a contrastare in maniera nuova ed efficace l'evasione fiscale; abbiamo approvato il Piano per la sicurezza dei cittadini, che combatterò anche l'immigrazione clandestina; abbiamo approvato il Piano per il Sud, che porrà fine agli interventi a pioggia usati dalla vecchia politica e metterà a disposizione cento miliardi di euro per alcuni grandi progetti strategici che produrranno lavoro e benessere per tutti, a partire dai giovani e dalle donne".

Il premier è sicuro di passare l'esame parlamentare. - " Avrò la fiducia -  dice -  non credo che ci saranno tanti parlamentari così ingenui da accodarsi ai pifferai del cosiddetto 'terzo polo', a quei signori che con ambizioni personali smodate, largamente superiori ai consensi di cui dispongono, vorrebbero cambiare la legge elettorale, per rendere di fatto impossibile l'assegnazione del premio di maggioranza e diventare cos arbitri della situazione, scegliendo di allearsi poi con la sinistra per il governo".

Ricapitolando il fronte delle riforme, Berlusconi ricorda che "siamo al lavoro sulla riforma del fisco, con 4 tavoli tecnici in collaborazione con i rappresentanti dei sindacati e delle imprese. Stiamo per varare definitivamente la riforma dell'università, già approvata dalla Camera, che rappresenta una svolta di grande importanza per l'avvenire dei giovani". A proposito di questo terreno di scontro nel Paese, ma anche nel resto dell'Ue, Berlusconi dice che "è per questo che la sinistra, incurante dei veri interessi degli studenti, cerca di combattere questa riforma per le strade in maniera violenta e strumentale. Ma noi andremo avanti, perche' vogliamo aprire ai giovani la strada del merito, dello studio e della ricerca, affinche' possano competere in Europa".

C'è poi il tema giustizia, che si salda alla sacdenza della fiducia in Parlamento, almeno dal punto della sequenza temporale, dal momento che il presidente del Consiglio annuncia che "è pronta anche la riforma della giustizia, la approveremo nel primo Consiglio dei Ministri dopo il voto del 14 dicembre, dal quale voto sono certo che il governo riceverà una rinnovata fiducia".

Il Cavaliere conclude il suo messaggio, chiedendo ai suoi sostenitori: "Vogliamo mettere di nuovo il destino dell'Italia in mano ai reduci, ai faccendieri della vecchia politica, che sono gli stessi che hanno provocato l'enorme debito pubblico che è diventato la palla al piede dell'Italia?".

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