Mercato o trattative? Il governo Berlusconi cerca voti

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Ore frenetiche in vista della fiducia che si voterà alla Camera il 14 dicembre. Mentre finiani e Pdl tentano un’intesa, alcuni quotidiani parlano di “campagna acquisti” da parte di uomini vicini al premier. LA RASSEGNA STAMPA

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"Vedremo insieme come andrà a finire": le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sintetizzano il momento (assai incerto) della maggioranza e del governo, che il 14 dovrà affrontare la mozione di sfiducia a Montecitorio.
Berlusconi si dice ottimista; Fini è convinto che il premier non otterrà l'ok da Montecitorio e crede quindi che dovrebbe dimettersi prima del voto.

Ed è sulla guerra sui numeri che titolano oggi, giovedì 9 dicembre, i principali quotidiani in edicola. Repubblica scrive di "mercato di voti" e racconta che alcuni uomini (e donne) vicini al premier si starebbero muovendo per tentare di fare "acquisti" tra i deputati dell'opposizione, citando presunte consulenze da centinaia di migliaia di euro.

Il Corriere della Sera racconta invece la trattativa per un nuovo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi; trattativa affidata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e che passerebbe anche per una nuova legge elettorale.

I segnali di un avvicinamento non mancano: mercoledì, il capogruppo di Futuro e Libertà Italo Bocchino ha detto infatti che il gruppo dei finiani è disponibile a dare il suo via libera per un reincarico al premier, dopo le sue dimissioni, anche 72 ore dopo.
E per la modifica della legge elettorale si starebbero muovendo anche diversi uomini all'interno del Pdl, tra cui l'ex ministro Claudio Scajola.

Il governo potrebbe intanto trovare tre nuovi voti tra le fila dell'opposizione: oltre all'astensione del Svp (Sudtirolen Volkspartei), partito autonomista dell'Alto Adige, il parlamentare dell'Idv Domenico Scilipoti insieme ai deputati del gruppo Misto Massimo Calearo, (imprenditore veneto uscito dal Pd), e Bruno Cesario (di Portici, anche lui uscito dal Pd e passato all' Api prima di approdare al Misto) potrebbero votare a favore del governo del premier. "Ad oggi - dice Calearo al Corriere della Sera - sono per l'astensione. Lo ascolterò e poi farò la mia scelta".

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