Cari traditori vi scrivo: iniziativa-provocazione di Libero

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Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro pubblica 45 foto di deputati, tra cui Bocchino e Granata, con le rispettive email: “Voi sconosciuti, eletti solo grazie a Berlusconi, ora volete cacciarlo, ma sarete puniti dai cittadini”

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“Letterina ai traditori”. E’ il titolo ma è anche l’iniziativa-provocazione lanciata da Libero che pubblica in prima pagina 15 facce “voltagabbana”, ossia i deputati eletti nel Pdl pronti a votare la sfiducia al governo il prossimo 14 dicembre. Tra questi Italo Bocchino, Benedetto Della Vedova, Fabio Granata, Giulia Bongiorno, Luca Barbareschi, Giorgio La Malfa. Il primo a scrivere ai “ribaltonisti” è lo stesso direttore del quotidiano Maurizio Belpietro “Immagino la sorpresa e l’arrabbiatura nel veder pubblicati i vostri nomi e indirizzi mail e dati in pasto ai lettori i quali, dal 14 dicembre, e anche dopo, potranno scrivervi ed esprimere personalmente ciò che pensano del vostro operato". E attacca: “Molti di voi erano perfetti sconosciuti, eletti solo perché sulla scheda c'era Berlusconi. Ora volete cacciare il premier e andare con la sinistra: i cittadini vi puniranno". L’articolo continua all’interno del giornale, con altre 30 facce tra cui Giorgio Conte e Paolo Guzzanti.

Belpietro si rivolge ai 45 traditori del Cavaliere: “Voi, politici eletti per grazia ricevuta, dite di voler liberare gli elettori dal tiranno e annunciate al tempo stesso l'intenzione di cambiare la legge elettorale per restituir loro il diritto di scelta. Ci fosse un modo per farvi pagare una penale per violazione del contratto stipulato al momento della nomina, sareste in bancarotta". E continua: "Nessuno nell'Italia del Quarantotto pensò che i deputati potessero cambiare casacca e chi scrisse la Costituzione non immaginò nemmeno lontanamente che i parlamentari potessero voltare gabbana". In ogni caso, conclude, "forse il 14 dicembre riuscirete a buttar giù il Cavaliere e anche a ottenere uno strapuntino... Ma ora che vi hanno visto e conoscono la vostra mail, alle prossime elezioni gli italiani si ricorderanno di voi".

Non è la prima volta che il giornale Libero pubblica liste di nomi destinate a far discutere. L'episodio più eclatante, e nella memoria di molti, risale a più di 10 anni fa quando, l'allora direttore Vittorio Feltri, pubblicò l'elenco dei pedofili condannati con sentenza definitiva dalla Corte di Cassazione.

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