Sfiducia, Berlusconi attacca. Fini: "Il governo non c’è più"

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi
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Da Sochi il premier lancia accuse al terzo polo: "Aprire una crisi è da irresponsabili". Risponde il presidente della Camera: "Il centrodestra italiano merita qualcosa di meglio dell'asse Pdl-Lega". Presentata la mozione di sfiducia con 85 firme

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Uno parla dalla Russia e l'altro risponde dall'Italia. Anche se la Camera dei deputati è chiusa fino al 14 dicembre, quando si voterà la sfiducia al governo, non si placa la polemica tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Il premier, che si trova a Sochi per il vertice italo-russo, denuncia che il terzo polo ha la "smisurata ambizione" di cambiare la legge elettorale e far tornare il Paese alla situazione politica del passato, "ma credo che nessuna delle persone di buon senso, e gli italiani lo sono, possa ritenere che questo sia nell'interesse del Paese" così come "non credo che gli italiani vorrebbero un cambio di governo".
Intanto però il cosiddetto terzo polo ha presentato ufficialmente una mozione di sfiducia firmata da 85 parlamentari: "La Camera dei Deputati - si legge nel testo - preso atto che la delicata situazione internazionale, la crisi economica e monetaria che aggredisce l'Europa e lo stato di malessere sociale di ampie fasce della popolazione italiana richiedono la piena operatività di un governo solido e sicuro".  

Il presidente del Consiglio cerca però di legare la sua permanenza al Palazzo Chigi alla stabilità dei mercati finanziari: "Stiamo uscendo da una crisi e abbiamo ricevuto una tripla 'A' da parte delle agenzie di rating internazionali", ma questo giudizio "è sottoposto alla stabilità del governo". Per questo, ha proseguito, "sarebbe assolutamente irresponsabile aprire una crisi e voler cambiare l'attuale squadra di governo negando la continuità a questo governo che finora ha operato benissimo". E il Cavaliere non perde l'occasione neanche per una delle sue classiche battute. Si lascia andare a un "colpo eccessivo di sovrastima" e dichiara che in Italia non c'è nessuno alla sua altezza. "Vi dico - afferma - che ora, in questo momento, nessuno tra i protagonisti della politica, tutti professionisti della politica e piccoli imprenditori di partiti politici, possa ugualmente ben lavorare per il Paese e rappresentarlo negli incontri internazionali come me".

Da Mestre risponde Gianfranco Fini: "Credo che il Parlamento tra qualche giorno testimonierà quello che tutti sanno, e cioè che il governo non c'è più o non è in grado di governare". E il passo successivo non saranno certo le elezioni. Per il presidente della Camera è necessario in vista di un nuovo governo "guardare in Parlamento a tutte le forze responsabili", a partire "da chi ha vinto le elezioni". Andare al voto, aggiunge, sarebbe autolesionistico. Pensare poi, che il cosiddetto terzo polo sia alleato della sinistra è, secondo il leader di Fli, ridicolo. "Noi abbiamo pensato fosse opportuno far vedere che c'è un'area di responsabilità" ha detto. E poi, rivolgendosi a Berlusconi lo ha invitato "prima di dire che chi non la pensa come lui è un traditore amico della sinistra" a riflettere "sul perché segmenti del centrodestra dicono cosi non si può andare". "Governare - ha spiegato - non vuol dire comandare". "Il centrodestra italiano - ha concluso Fini -  merita qualcosa di più e di meglio dell'asse Pdl-Lega

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