Camera dei deputati chiusa. In attesa del 13 dicembre

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L'attività parlamentare è stata sospesa (in accordo con i finiani) fino al 13 dicembre. Protestano le opposizioni. "E' un vero schiaffo a chi lavora e a chi un lavoro non ce l'ha", ha detto Di Pietro. Terzo polo verso la sfiducia

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Futuro e Libertà per l'Italia insieme a Udc, Api, Mpa e Libdem starebbero studiando una mozione di sfiducia comune contro il Governo. Secondo quanto si apprende al termine del vertice tra Fini, Casini e Rutelli a Montecitorio sarebbe questa la decisione assunta che dovrebbe essere formalizzata in un comunicato congiunto che arriverà probabilmente nel pomeriggio di giovedì 2.

Intanto i lavori della Camera sono "congelati" fino al D-Day per il governo: la fiducia del 13 dicembre. La decisione di sospendere l'attività parlamentare di Montecitorio è stata presa dalla conferenza dei capigruppo dove è passata la richiesta avanzata dal Pdl di non esaminare in Assemblea provvedimenti prima del 14 dicembre prossimo, quando si voterà la mozione di sfiducia al governo, una proposta contro la quale non si sarebbero messi di traverso i finiani, anzi.

Sulla chiusura della Camera le opposizioni hanno insistito affinché fosse rispettato il calendario già fissato, hanno alzato la voce contro una scelta che per il Pd è stata, "determinata da ragioni politiche". E la natura tutta politica della decisione è stata confermata da Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: "Abbiamo chiesto al termine dei lavori di questa settimana che in pendenza di una mozione di sfiducia non sia opportuno che in Aula si affrontino questioni delicate, in quanto prevale la questione di carattere generale". Una richiesta, ha puntualizzato Cicchitto, che "è politica e deriva dalla delicatezza dell'attuale momento politico. Dopo il 14 dicembre sono sicuro che il governo riprenderà nel pieno della sua attività, come abbiamo dimostrato ieri approvando una riforma delicata come quella dell'Università. Se non sarà così, nel rispetto delle prerogative del Capo dello Stato, l'unica via restano le elezioni".

Alla protesta del Pd e dell'Udc si è aggiunta quella dell'Idv. "E'scandaloso - ha tuonato Antonio Di Pietro - che la Camera la settimana prossima non lavori. In un momento di crisi economica di questa portata, con tantissimi operai in cassintegrazione, insegnanti condannati al precariato o lasciati per strada, famiglie che non arrivano alla fine del mese, i deputati si concedono il lusso di una settimana di ferie a spese dei contribuenti". La pausa - ha aggiunto - "è un vero schiaffo a chi lavora e a chi un lavoro non ce l'ha a causa dell'incapacità di questo esecutivo. L'Idv si è opposta fermamente a questa pausa ingiustificata della solita casta"."Ci chiediamo - ha concluso - quanto debbano ancora pagare i cittadini per la crisi di governo. E' ora di smetterla con questa presa in giro: la maggioranza non esiste più, vadano a casa".

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