Addio a Monicelli con "Bella Ciao". Polemiche sul suicidio

Mario Monicelli
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La Camera ricorda il regista scomparso. Il presidente Napolitano chiede di "rispettare il suo ultimo scatto di volontà". Ma in Aula scoppia la bufera e la commemorazione si trasforma in un dibattito sul fine vita tra Radicali, Udc e Pdl

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La gente del quartiere, i cori con "Bella Ciao", ma anche le campane suonate dal parroco. Così il rione Monti ha salutato per l'ultima volta il grande regista Mario Monicelli che si è ucciso a 95 anni.
"Se ne è andato con un'ultima manifestazione forte della sua personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare. E' stato un grande del cinema, non solo italiano, e un uomo meraviglioso" ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano alla Casa del Cinema dove ha reso omaggio al regista.

Polemiche sul suicidio - Ma in aula alla Camera, che ha ricordato, con un grande applauso, il Maestro morto suicida in un ospedale romano,la commemorazione ha dato vita ad un acceso dibattito sul fine vita tra esponenti radicali, dell'Udc e del Pdl.
Ci pensa Rita Bernardini rilanciare il tema chiedendo "una riflessione, almeno una riflessione, della Camera sul modo in cui Monicelli ha scelto di lasciare la vita." La deputata radicale spiega che "per porre fine a una vita - osserva - che non riteneva più di dover continuare, ha scelto il suicidio, buttandosi da un balcone. Semplicemente, voglio dire che l'Aula dovrebbe avviare una riflessione su come alcune persone che non ce la fanno più siano costrette a lasciare la vita, anziché morire con i propri familiari vicini, con il metodo della dolce morte".

Binetti: basta spot pro eutanasia - Non ci sta Paola Binetti che replica: "Non si può approfittare della disperazione di un uomo per fare uno spot pro eutanasia."
La deputata cattolica non si ferma e dice la sua anche sul gesto del regista toscano: "Questi sono uomini disperati. Quello di Monicelli non è stato un gesto di libertà, ma di solitudine e di smarrimento. Il suo è stato un gesto di disperazione". facendo poi riferimento alla trasmissione 'Vieni via con me' di Fazio e Saviano, l'esponente centrista ha sottolineato: "Ciò va detto con grande fermezza anche rispetto a tutte le vicende che si sono susseguite in questi giorni alla televisione. Basta credere che morire sia libertà, perché qualcuno non ti dà una mano. Credo che noi dobbiamo trovare in questo una diversa sfida alla vita, ad andare incontro a chi soffre, a chi è solo, e ad andare incontro agli anziani". 

La Lega contro Veltroni - Sulla stessa linea la Lega Nord, il cui portavoce anziché rispondere alla Bernardini tira in ballo Walter Veltroni. "La lode al suicidio recitata da Walter Veltroni - dice il deputato del Carroccio Massimo Polledri - per ricordare il regista Mario Monicelli è sembrata tanto strumentale quanto inopportuna. Mistificare un gesto disperato, dipeso dallo stato avanzato di una grave malattia com'è la depressione, per declamare un'apologia della morte ha segnato ancora una volta la distanza sui valori che divide il centrodestra dal centrosinistra". La vita umana è un diritto primario da tutelare, la condizione necessaria di ogni convivenza sociale, e pertanto ribadiamo che per noi è inaccettabile tanto l'omicidio quanto l'assistenza e l'istigazione al suicidio che, voglio ricordare a Veltroni, è ancora considerato un reato - conclude - previsto dal Codice Penale italiano".

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