Duello Berlusconi-Fini sulla fiducia

Fini e Berlusconi
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Affondo del premier su Fli: "Chi tradirà gli elettori non votando a favore del governo sarà segnato dal marchio della slealtà". Il presidente della Camera risponde: "Traditore è chi diceva che il Pdl era il partito dell’amore". VIDEO

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Fini, Berlusconi e il Pdl. LE FOTO

Con l'accusa reciproca di "tradimento" lo scontro fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini assume toni e contenuti da campagna elettorale. E mentre i due ex alleati incrociano - seppure a distanza - nuovamente le spade, il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, evidentemente preoccupato per la situazione economica lancia un accorato appello all'Europa affinché sostenga l'euro ed eviti il rischio che la speculazione travolga alcuni partner dell'eurozona.
Il primo a dar fuoco alle polveri (dopo aver attaccato la "sinistra" che "sale sui tetti in difesa dei baroni" e che ha come unico obiettivo quello di "eliminarlo" definitivamente) è il presidente del Consiglio

Berlusconi: chi non vota la fiducia è un traditore - "Questo governo, il nostro governo, è stato eletto dagli italiani e a questo governo non c'è un'altra alternativa se non quella di nuove elezioni. Nessuno le vuole perché sanno che se andassimo alle elezioni li sbaraglieremmo tutti". Senza dimenticare che chi nella maggioranza di centrodestra non voterà la fiducia "avrà tradito gli elettori e sarà segnato per tutta la vita dal marchio del tradimento e della slealtà".
Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel messaggio ai Promotori della Libertà (ascolta l'intervento integrale) . "Ci impegneremo dopo la fiducia che il Parlamento ci rinnoverà il 14 dicembre con uno slancio rinnovato – ha detto il premier - Il cambiamento dell'Italia in senso liberale per costruire un Paese più libero, più moderno, più sicuro, più giusto e anche più orgoglioso di sé, è l'obiettivo che non abbiamo smesso per un solo giorno di perseguire. E io personalmente non ho mai smesso di sostenere pubblicamente e credere intimamente nell'assoluta necessità di riavviare l'Italia su un sentiero liberale: è questo quello che ho sempre sognato e, come sapete, in genere riesco a realizzare i miei sogni".
"Per quanto riguarda la politica estera, con la nostra diplomazia commerciale, abbiamo portato appalti, lavoro e profitti a molte imprese italiane che operano nel mondo. E abbiamo restituito prestigio e autorevolezza all'Italia in campo internazionale, se permettete con un premier che è il più esperto e quindi, anche a seguito di questo, tra i più influenti e considerati nei vertici mondiali", ha detto Berlusconi.

Immediata la replica della terza carica dello Stato Gianfranco Fini che concentra il suo intervento sull'accusa di tradimento avanzata dal Cavaliere.

Fini: " Solo propaganda" -
"Sono le solite affermazioni propagandistiche a cui non crede neanche lui". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, giudica così le accuse di tradimento rivolte da Berlusconi. "La propaganda in politica si fa - ha detto in un'intervista all'emittente locale Telerama - ma lui a volte eccede". "In politica le categorie non devono essere evocate, ma il primo tradimento" viene da coloro che hanno da sempre definito "il Pdl come un partito plurale di massa e dell'amore". "Andare al voto sarebbe un azzardo per il Paese - ha detto ancora - Berlusconi non si rende conto che andando avanti così non otterrà né la fiducia né le elezioni anticipati anche perché molti parlamentari non vogliono andare al voto".

Il presidente della Camera risponde al presidente del Consiglio, guarda l'intervento

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