Fini: il premier lasci. Sul voto decide il Colle

Gianfranco Fini
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Il presidente della Camera chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi, ma frena sulle elezioni: "Sarebbe da irresponsabili andare alle urne". Interviene anche Luca Cordero di Montezemolo che annuncia: potrebbe esserci una grande lista civica nazionale

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Lo ha ripetuto più volte negli ultimi tempi. Luca Cordero di Montezemolo non ha nessuna intenzione di scendere in politica, almeno per i prossimi due anni, ciò non gli vieta, però, di dare la sua lettura all'attuale crisi di governo e dettare una sorta di road map.
Parlando con allievi del Centro di formazione politica a Milano, infatti, in un lungo intervento elenca quelle che secondo lui sono le priorità del momento. E dice così no al voto, sì a una riforma della legge elettorale e, non da ultimo, invoca per il Paese una "grande lista civica nazionale".
Sul voto e sul futuro dell'esecutivo interviene anche il presidente della Camera e leader di Fli Gianfranco Fini che, invece, torna a chiedere al premier di dimettersi.
Ma su una cosa sono d'accordo l'imprenditore e la terza carica dello Stato: "Sarebbe da irresponsabili andare al voto".

La road map di Montezemolo - "Sarebbe un forte fallimento per la maggioranza se si  dovesse tornare alle elezioni dopo solo due anni". Così Montezemolo, che aggiunge: "Io preferisco che si arrivi alla fine e che si faccia la riforma della legge elettorale". "Forse - ha ipotizzato - ci dovrà essere n nuovo passaggio per non inserirsi nel teatrino della
politica che nessuno più capisce".
L'imprenditore, poi, entra anche nel dettaglio e  spiega che i difetti della legge elettorale attuale sono un premio di maggioranza "assurdo che non esiste in nessun Paese democratico al mondo" e che rende impossibile essere competitivo anche ad un soggetto che ottiene il 20% dei voti. "Basta - ha detto - con questo bipolarismo da derby di calcio dove uno è contro l'altro".
In altre parole, "ci potrebbe essere una grande lista civica nazionale con un obiettivo preciso e che pensi a un bipolarismo che non è quello di adesso che non funziona più". E aggiunge: "Sarebbe necessario cambiare la legge elettorale per rinnovare la classe dirigente o anche pensare ad una lista civica nazionale aperta ai giovani e alle molte eccellenze civili di cui l'Italia è ricca, una lista civica nazionale capace di unire moderati e riformisti di entrambi gli schieramenti".

Fini ribadisce che il premier si deve dimettere -
"Silvio Berlusconi vuole il voto, ma non lo avrà". Questa è invece la previsione di Gianfranco Fini, che dopo giorni di silenzio si dice certo che l'attuale legge elettorale, assai peggiore di quella che fu definita in passato 'legge truffa', sbarrerà la strada alle urne. Anche perché "se si votasse oggi il premier non avrebbe la fiducia alla Camera" ed il Cavaliere sbaglia a dire "fiducia o voto". "Come fa ad essere così sicuro? Decide il Capo dello stato e non altri, in base alla Costituzione", pianta paletti Fini.
Ecco dunque che la terza carica dello Stato torna a chiedere a Berlusconi di "ammettere che le cose non vanno, nonostante le buone cose fatte dal governo". Come la riforma dell'Università, "che Fli voterà".
L'auspicio è quello che "il governo governi", possibilmente senza spazzare la polvere sotto il tappeto. "Berlusconi cambi l'agenda economica, faccia le riforme che sono come l'araba fenice - ribadisce le cose dette da Bastia Umbra Fini -. E affronti il problema della sovranità e della legge elettorale".
E' proprio quello sulla legge elettorale uno dei passaggi più forti del discorso che il Presidente della Camera fa davanti a professionisti, artisti, uomini d'affari della Fondazione Consolo."Nell'attuale legge elettorale - spiega infatti - c'è un premio di maggioranza che non risponde a una concezione propriamente democratica. Veniva definita legge truffa quella in cui se si aveva il 50.1 dei consensi si prendeva il premio di maggioranza. Oggi se un partito ha il 30%, un altro il 29% e un altro il 28%, chi ha il 30% prende il 55% dei seggi". Ed ecco che arriva l'affondo: "Forse questo è il motivo per cui Berlusconi pensa di andare a votare e invece il voto non ci sarà". O cambia la legge elettorale, o al voto non si va.

Previsioni sulla fiducia? - "Che succederà lo sapremo solo allora - ribadisce ancora Fini prima di lasciare insieme ad Elisabetta Tulliani la riunione -. Può succedere tutto o nulla. Ma se si votasse oggi la fiducia, Berlusconi non avrebbe la maggioranza e non si andrebbe a votare". I giornalisti chiedono sospettosi al leader Fli come fa ad esserne sicuro. E lui risponde scherzando: "E che lo vengo a dire a voi? Dovete solo scriverlo, naturalmente se volete...".

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