Berlusconi: "Via i rifiuti in meno di 15 giorni"

napoli, 26 novembre 2010
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Il presidente del Consiglio a Napoli: "Non sarà realizzata nessuna nuova discarica". Calderoli gela il premier che aveva chiesto anche alla Lega di farsi carico del problema: "Decide il territorio". Vendola: "Nelle prossime ore smaltirò 50mila tonnellate"

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Meno di due settimane per liberare Napoli dalla spazzatura. Questa la nuova deadline per
risolvere l'emergenza nel capoluogo campano indicata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che aggiunge che Veneto e Piemonte hanno cambiato atteggiamento rispetto alla possibilità di ricevere una parte dei rifiuti, e conta di poter evitare una multa da parte dell'Ue.
Ma Calderoli frena i piani del premier: "Penso che i rifiuti debbano essere smaltiti nel territorio dove vengono prodotti".
"Il presidente del Consiglio ha rivolto un appello a tutte le Regioni perché si rendano eventualmente disponibili a ricevere una quota dei rifiuti di Napoli. Ma questo invito lascia impregiudicato l'esito che dipenderà esclusivamente dall'autonomia delle singole Regioni
che potranno per volontà o possibilità decidere o meno che cosa fare in proposito". Questa la posizione del ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord. "Spetta al territorio prendere questa decisione - sottolinea - e non al centro".
Inaspettatamente, però, interviene nel dibattito il leader di Sel Niky Vendola. "Intendo fare la mia parte. Se Napoli piange, la Puglia piange. Intendo fare la mia parte, come ho già fatto in passato. Nelle prossime ore smaltirò 50 mila tonnellate di rifiuti". Questa la promessa del governatore della Puglia, ospite a 'Le Invasioni Barbariche' su La7. "Abbiamo le strutture - ha aggiunto Vendola -, mi assumo un impegno, so di poterlo fare".

A Napoli la situazione si può trovare in 15 giorni - Secondo il premier, però, si può tornare ad un normale smaltimento dei rifiuti "in meno di due settimane". Questo, infatti, quanto dichiarato dopo la conferenza stampa in cui ha annunciato un piano per il Sud da 100 miliardi.

"I nuovi termovalorizzatori? Li affiderei alla Impregilo" - Il premier si dice poi "preoccupato" del ritardo con cui la Campania sta affrontando la costruzione degli altri termovalorizzatori previsti nel decreto convertito in legge lo scorso anno e, rispondendo ad una domanda dei cronisti, dà la sua 'ricetta'. Silvio Berlusconi ragiona da "imprenditore" e dice: "li affiderei alla stessa azienda che ha realizzato quello di Acerra". Cioè a Imprengilo, "che non ha avuto nessun pagamento finora da nessun ente pubblico". I due termovalorizzatori dovrebbero essere "identici" a quello che sinora è l'unico impianto aperto in Campania. Lì c'è stata tutta l'esperienza necessaria", sottolinea. Quanto al costo, il "Berlusconi imprenditore" fisserebbe "un prezzo di volta in volta maggiore, sei mesi di consegna possono essere ridotti" e i mesi di consegna "possono essere ridotti con il metodo Berlusconi, due turni notti e giorno Natale e Pasqua. In Abruzzo ha funzionato". "Essenziali" sono i due termovalorizzatori previsti a Napoli e a Salerno ma a giudizio del premier "per il futuro lo è anche il terzo", c'è quello che deve bruciare oltre 6 milioni di ecoballe.

Premier contestato - Di fronte alla Prefettura, dove si è svolto il vertice con il premier e gli amministratori locali per la questione rifiuti, alcuni manifestanti hanno scandito slogan contro il presidente del Consiglio: "Dimissioni, dimissioni", "Vergogna" e "Munnezza", "il 14 non avrai a fiducia" (LE FOTO). All'arrivo del premier, i giovani studenti hanno lanciato delle uova contro la Prefettura. Per questo, un cordone di agenti in tenuta anti-sommossa ha spintonato con gli scudi i manifestanti in piazza del Plebiscito per allontanarli. Berlusconi ha detto di non essersi accorto di nulla, liquidando la protesta con una battuta: "Se ci sono ragazzi che invece di dedicarsi al corteggiamento delle ragazze - ha ironizzato il premier - preferiscono dedicarsi ad attività di questo genere, sono fatti loro. Io alla loro età facevo cose diverse".

Ue: L'Italia non ha applicato la sentenza - Ha invece una posizione diversa sulla questione rifiuti l'Unione Europea, che torna a bacchettare il governo. Il commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik ha infatti dichiarato in una nota che l'Italia rischia una multa per non aver ancora dato applicazione alla sentenza del marzo scorso della Corte di Giustizia europea.
Riferendosi alla relazione degli esperti europei che sono stati in missione in Campania questa settimana, Potocnik scrive che "conferma che le misure necessarie per dare esecuzione alla sentenza pronunciata nel marzo scorso dalla Corte di Giustizia europea non sono ancora state applicate".
"In mancanza di un efficace piano di gestione dei rifiuti - ha aggiunto Potocnik - per la Campania continuerebbero i rischi per la salute umana e i danni a livello ambientale, ai quali la Corte fa esplicita menzione nella propria sentenza. In ultima istanza ciò obbligherebbe la Commissione a rivolgersi nuovamente alla Corte, la quale probabilmente imporrebbe delle ammende all'Italia".
Il commissario ha ribadito il timore "che ci vorranno ancora diversi anni per creare le infrastrutture necessarie a garantire un'adeguata gestione di tutti i rifiuti domestici prodotti in Campania - 7.200 tonnellate al giorno - e per scongiurare l'insorgere di ulteriori emergenze rifiuti".
Potocnik sottolinea che per dare esecuzione alla sentenza di marzo ed evitare sanzioni "è necessario che le autorità della Campania adottino con urgenza un nuovo piano di gestione dei rifiuti" che sia conforme alla legislazione comunitaria, garantisca l'attuazione della raccolta differenziata nell'intera Regione, la doti della necessaria capacità di compostaggio e introduca misure per lo smaltimento "entro un arco temporale ragionevole e in condizioni di sicurezza" di circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti depositati in diverse discariche.
"È fondamentale che tutte le autorità competenti e tutti i partiti politici in Campania operino coerentemente per assicurare una rapida adozione del suddetto piano e la sua effettiva attuazione, che deve essere garantita dalla messa a disposizione delle necessarie risorse. È molto importante che il nuovo piano di gestione dei rifiuti sia il risultato di un processo pienamente inclusivo e trasparente", conclude il commissario.


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