Maggioranza battuta due volte alla Camera

Da sin. il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il ministro della Giustizia Algelino Alfano e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. 23 novembre 2010, in aula a Montecitorio.
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Sul Trattato Ue il centrodestra va sotto: i finiani votano con l'opposizione. Intanto Italo Bocchino annuncia il no di Fli alla fiducia. La Mussolini invece ci ripensa: bacia Cosentino e dichiara che il 14 dicembre sarà al fianco del governo

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La crisi forse è più vicina, ora che il governo ha dimostrato problemi di respirazione alla Camera e la stessa Lega pare considerare con pessimismo l'idea di arrivare a tagliare il panettone. Tutto inizia a Montecitorio, con un voto teoricamente di secondaria importanza sull'assegnazione di un seggio supplementare al parlamento europeo. Ma si vota a scrutinio segreto, e a sorpresa viene approvato l'emendamento dell'opposizione che di fatto attribuisce lo scranno all'Udc.

La maggioranza va sotto due volte -
In Aula, infatti, Lega e Pdl vengono battute su un proprio emendamento alla ratifica delle modifiche al Trattato dell'Unione europea che assegna all'Italia un seggio supplementare del Parlamento europeo all'Italia. L'emendamento è stato bocciato a scrutinio segreto con 290 no, 251 sì e un astenuto. L'emendamento tendeva a ripartire nuovamente i voti, inizialmente previsti per 72 seggi, per 73, quanti sono i seggi attualmente assegnati all'Italia nell'Emiciclo di Strasburgo. In questo modo, il seggio in più sarebbe andato al Pdl e non all'Udc come previsto in seguito all'approvazione in commissione, la scorsa settimana, di un emendamento dell'opposizione.
Per battere la maggioranza a scrutinio segreto è stato determinante il voto dei deputati di Fli, allineato con quelli di Pd, Idv e Udc.
Prove di una nuova maggioranza? Non si può sapere con certezza.

Lo scetticismo di Maroni - Intanto, però, il ministro dell'Interno Maroni fa una fotografia della situazione in cui gli scuri prevalgono sui chiari. "Non so neanche se arriveremo a fare il decreto di fine anno" sul federalismo, dice. Più esplicitamente: "Non so neanche cosa succederà il 14 dicembre".

I finiani non voteranno la fiducia - Sembrano, invece, avere le idee chiare i finiani, che attraverso il portavoce di Fli alla Camera Italo Bocchino annunciano che Fli non voterà la fiducia. "E' evidente che non ci sono le  condizioni per cui noi possiamo votare in questo momento la fiducia al governo Berlusconi". E aggiunge: "Alla fine sono convinto che Berlusconi sceglierà la via più saggia che è quella delle dimissioni per evitare di essere sfiduciato. Non c'è dubbio che il passaggio parlamentare non può non essere legato a un elemento di discontinuità".
Quanto alla scelta dell'Udc di non votare la fiducia, annunciata lunedì da Casini, Bocchino ha sottolineato che il leader centrista "fa parte dell'opposizione, mentre Futuro e libertà ha altre responsabilità". "Siamo in attesa di una risposta da  Berlusconi. Ammesso che faccia shopping in Parlamento, poi che fa?" ha detto Bocchino.
"Se Berlusconi viene il 13 in Parlamento e dice che c'è una situazione di stagnazione, dice 'mi rendo conto che bisogna fare delle riforme  istituzionali, la riforma della legge elettorale, la riforma del  fisco, un grande provvedimento economico e sociale', troverà una  maggioranza più ampia. Questo - ha concluso Bocchino - chiediamo noi. Non chiediamo posti: li abbiamo restituiti".

Alessandra Mussolini: voterò la fiducia - Alessandra Mussolini intanto, che lunedì aveva dichiarato il no alla fiducia a causa delle querelle con il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna , cambia idea e annuncia di votare la fiducia al governo. Complice del ripensamento è Nicola Cosentino che a nome di tutti i campani di Camera e Senato le ha manifestato solidarietà dopo lo scontro con il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.
I due si incontrano alla buvette di Montecitorio. Il coordinatore del Pdl campano le va incontro e le dice: "Alessandra a nome di tutti ti manifesto la solidarietà per quanto accaduto". La nipote del Duce non ci pensa due volte lo ringrazia e gli da un bacio sulle labbra: "E' stato un bacio di amore politico - spiega ai cronisti - io poi sono una donna decisa, anche con mio marito, non ho aspettato che lui mi chiedesse di sposarlo, l'ho fatto io".

Bersani: "Paese nel pantano" - Sul fronte opposto, anche Pier Luigi Bersani è scettico sull'ipotesi che il governo ottenga la fiducia il 14 dicembre. "Abbiamo presentato la mozione di sfiducia perché si capisca chi è pro e chi è contro", spiega, "mi aspetto che la fiducia venga negata". E già il Pd pensa al futuro: con Fini governo di transizione e poi alle elezioni, da avversari.
Bersani si è mostrato anche ottimista in caso di elezioni. "Noi non abbiamo mica paura di votare. Se andiamo a votare vinciamo" ha detto, ribadendo però la necessità, dal suo punto di vista, di un governo di transizione che modifichi l'attuale legge elettorale e affronti "un paio tra le emergenze del Paese".

Ascolta le parole di Bersani

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