Mussolini: "O la Carfagna si scusa o io non voto la fiducia"

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La deputata del Pdl risponde al ministro delle Pari opportunità che l’aveva apostrofata usando il termine napoletano “vajassa”. Mentre il presidente della provincia di Salerno Cirielli dice: “Respingo le accuse della Carfagna, Cosentino corretto”. VIDEO

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Il caso Carfagna, il ministro per le Pari oppurtunità che ha annunciato le dimissioni dopo gli attacchi ricevuti da esponenti del suo stesso partito (il Pdl), scuote e divide ancora la maggioranza. Se alcuni ministri, come Frattini e La Russa, hanno solidarizzato con lei non si può dire la stessa cosa per altri politici del centrodestra. Su tutti Alessandra Mussolini, protagonista del "dispetto" (la foto della Carfagna con il finiano Italo Bocchino) a cui il ministro dimissionario ha replicato apostrofandola con il termine napoletano "vajassa".
"O la Carfagna mi chiede pubblicamente scusa o io non voto la fiducia il 14", ha dichiarato al Tg La7 la deputata del Pdl Alessandra Mussolini riferendosi al voto atteso dopo il discorso del premier in Parlamento. "Avevo posto alla Carfagna una questione politica, ho avuto in risposta un insulto. Non voto la fiducia ad un governo dove c'è un Ministro per le Pari Opportunità che insulta le donne", ha detto.

Ad attaccare Mara Carfagna però ci si mette anche un altro esponente del Pdl, il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli. Un uomo di Nicola Cosentino? "Invece mi definisco un uomo delle istituzioni", ha detto ai microfoni di Sky TG24. Il riferimento è ai problemi e a quella che qualcuno ha definito ormai "guerra tra bande" che si sta consumando all'interno del partito di Berlusconi sulla gestione dei rifiuti in Campania. "Cosentino - dice Cirielli a proposito dell'ex sottosegretario all'Economia dimessosi dopo l'inchiesta sugli appalti e "antagonista" della Carfagna - "in questi anni si è sempre dimostrato una persona moderata, non mi ha mai chiesto nulla e non ha mai mostrato l'arroganza e la prepotenza tipica dei camorristi". Mentre la Carfagna, continua Cirielli "mi chiese di piazzare dei suoi uomini che però non ritenevo adeguati al ruolo che dovevano ricoprire" all'interno della Provincia.

"Io non ho letto le carte che riguardano Cosentino, se un domani venissi a sapere che è davvero legato alla camorra neanche lo saluterei più, ma fino ad ora si é sempre dimostrato corretto. E non mi vergogno - sottolinea - a dire che ho la sua amicizia. Io non sono di quelli che quando qualcuno si trova in disgrazia fa finta di non conoscerlo...".
Cosentino, insiste Cirielli, "non mi ha chiesto mai neanche un piccolo favore. L'unica cosa che mi ha consigliato appena venni eletto è stato quello di agire con discontinuità con il passato e di scegliere gli uomini migliori per la provincia".  Al contrario della Carfagna, che gli chiese di "piazzare dei suoi uomini".

Tra le accuse mosse dalla Carfagna anche una gestione poco trasparente del termovalorizzatore di Salerno, che secondo Cirielli potrebbe essere realizzato entro due anni. "Fino al 31 gennaio si potrà partecipare alla gara alla quale sembrano interessate anche molte imprese straniere. Poi ci vorrà circa un mese, un mese e mezzo, per valutare le offerte. E ci vorrà circa un anno e mezzo per costruirlo". Ma la gara, sottolinea, "non l'ho gestita io ma l'assessore all'Ambiente Giovanni Romano".

Sul capitolo Carfagna Cirielli insiste sostenendo che "il presidente del Consiglio è stato davvero generoso a chiamare "signora" Mara Carfagna".

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